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RAI RADIO 3 * “I CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO 3” – 01/03 (12.00) : «L’ENSEMBLE BERNASCONI TORNA AI CONCERTI DEL QUIRINALE, HENZE / STRAVINSKIJ / KURTÁG IN SCENA» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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11.20 - mercoledì 25 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A tre anni di distanza, l’Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’Accademia Teatro alla Scala torna fra i protagonisti de “I concerti del Quirinale di Radio 3”. Nell’ambito della stagione 2025/2026, in diretta domenica 1° marzo alle 12.00 su Rai Radio 3 dalla Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, la formazione da camera della Scuola scaligera, sotto la direzione di Marco Angius, eseguirà la Sonate für Sechs Spieler di Hans Werner Henze, il Concerto in mi bemolle maggiore “Dumbarton Oaks” di Igor’ Fëdorovič Stravinskij, e l’Officium breve in memoriam Andreae Szervánszky per quartetto d’archi, Op. 28 di György Kurtág rendendo omaggio al compositore ungherese che ha appena festeggiato 100 anni.

Il concerto si apre con la Sonate für Sechs Spieler di Hans Werner Henze, autore scomparso nel 2012 di cui si celebrano i 100 anni dalla nascita. L’opera è una sintesi della colonna sonora per un film coevo di Alain Resnais: L’amour à mort, del 1984. Il brano prevede che alcuni musicisti suonino anche altri strumenti oltre il proprio e ciò determina una curiosa quanto imprevedibile mistura di timbri emergenti.

L’Officium breve op. 28 di György Kurtág è considerato uno dei vertici della letteratura cameristica del secondo Novecento. Composto tra il 1988 e il 1989, il brano si articola in quindici fulminei movimenti che distillano l’emozione in forme aforistiche e condensate, secondo la celebre estetica del frammento, tipica del maestro ungherese. Il titolo evoca l’Ufficio dei defunti: l’opera è infatti un intenso rituale della memoria dedicato al compositore Endre Szervánszky e ad altre figure care a Kurtág. In questo mosaico di epitaffi sonori, il rigore strutturale omaggia esplicitamente la lezione di Anton Webern — citato direttamente attraverso canoni e armonie trasfigurate — per poi sciogliersi, nel movimento finale, in un commovente “Arioso interrotto”. È una partitura di estrema concentrazione drammatica, che sfida gli interpreti a un controllo assoluto del suono e del silenzio, rendendo ogni nota un gesto di bruciante necessità espressiva.

Si chiude poi al ritmo del neoclassicismo di Igor Stravinskij con il celebre Concerto in mi bemolle maggiore “Dumbarton Oaks”. L’opera, composta fra il 1937 e il 1938, deve il nome alla cittadina di residenza del committente Woods Bliss, dove venne data in prima esecuzione. In un organico cameristico asciutto e trasparente, Stravinskij trasfigura l’antico rigore contrappuntistico di Bach a cui dichiara di ispirarsi come punto di riferimento in un gioco di incastri ritmici “taglienti” e vitali, confermando la sua straordinaria capacità di abitare il passato con sguardo moderno.

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