(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Figura tra le più promettenti nel panorama musicale odierno, ha consolidato la sua carriera collaborando con maestri come Daniele Gatti e Fabio Luisi.
Direttore principale dell’Orchestra della Toscana, ha diretto le più prestigiose orchestre sinfoniche italiane, come quella del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro Regio di Torino, la Filarmonica Toscanini e l’Orchestra Sinfonica di Milano.
È Diego Ceretta, che debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel concerto in onda giovedì 22 gennaio alle 20.30 su Rai Radio 3 e in live streaming su RaiPlay dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.
Classe 1996, Ceretta ha mostrato fin da giovanissimo le sue capacità di interprete e una certa versatilità, dirigendo anche l’opera in contesti come il Festival Verdi o il Rossini Opera Festival.
Nel suo primo concerto con la compagine Rai, è affiancato dal celebre pianista e compositore Fazil Say, figura tra le più poliedriche e magnetiche del panorama musicale, che fonde una tecnica classica impeccabile con una straordinaria capacità improvvisativa.
La sua carriera è costellata di successi discografici e premi prestigiosi, tra cui quattro Echo Klassik.
La sua discografia spazia dall’integrale delle Sonate di Mozart a progetti originali come “Say plays Say”.
Come compositore, è regolarmente ospite dei festival più importanti (Salisburgo, Lucerna, Schleswig-Holstein) e ha scritto opere per le orchestre più rinomate del mondo.
Il concerto si apre con i Valses nobles et sentimentales di Maurice Ravel, composti nel 1911 nella versione per pianoforte e poi orchestrati per il balletto Adélaide ou le language des fleurs (Adelaide o il linguaggio dei fiori), andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1912 con lo stesso Ravel sul podio.
Nella loro versione orchestrale, che venne utilizzata successivamente anche come suite da concerto, gli otto valzer – ispirati al modello schubertiano – ebbero maggiore fortuna rispetto a quelli pensati originariamente per pianoforte.
Segue la prima esecuzione italiana di Mother Earth, Concerto per pianoforte e orchestra op. 111 dello stesso Fazil Say, impegnato nella doppia veste di compositore e solita.
Proposto in prima assoluta il 23 maggio del 2025 alla Osaka Symphony Hall, in occasione dell’Esposizione Universale della città giapponese, il brano si articola in sette movimenti e lancia un drammatico appello alla mobilitazione contro la crisi climatica globale.
Il tema portante viene introdotto nel Preludio (I) dal pianoforte solo, per poi permeare l’intera partitura.
I movimenti centrali (II, III, V e VI) offrono una narrazione sonora della natura e dei suoi squilibri attuali: dai terremoti alle frane, dai suoni della foresta alla devastazione degli incendi, fino al contrasto tra la forza vitale dell’acqua, la siccità e le inondazioni.
Nella seconda parte della serata sono invece in programma i celeberrimi Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, proposti nell’orchestrazione realizzata nel 1922 da Maurice Ravel.
L’occasione di una visita alla mostra postuma di disegni dell’amico architetto Viktor Hartmann, fornì a Musorgskij, nel 1874, lo spunto per una suite di pezzi pianistici di potente fantasia che, fra una Promenade e l’altra nelle sale dell’esposizione, descrive dieci quadri dietro cui si celano altrettanti stati d’animo.
Ravel, sul quale la musica russa e in particolare quella di Musorgskij esercitò una grande attrattiva, fu talmente conquistato dal fascino dei Quadri che ne realizzò una versione orchestrale divenuta celebre per la sua ricchezza coloristica.
*
RAI * VEDI PROGRAMMI TV IN DIRETTA VIDEO / STREAMING (CLICCA QUI)
*
RAI * RIVEDI PROGRAMMI TV ON DEMAND / STREAMING (CLICCA QUI)
