(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che, in seguito a un incidente (di cui è causa e di cui sente la responsabilità, e per cui sarà assolto), entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo.
Una storia che Valerio Mastandrea porta a teatro in “Il Migliore” di Mattia Torre, con la regia tv di Paolo Sorrentino, in onda sabato 9 maggio alle 21.20 su Rai 5, per il ciclo “Sei pezzi facili”.
Improvvisamente, dopo la trasformazione, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure.
“Migliore” è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri.
E sul paradosso dei disprezzati che, di fronte a queste persone, chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare.
A seguire, “Gola”, ancora di Mattia Torre, con Valerio Aprea.
È un ritratto dell’Italia visto attraverso il rapporto morboso con il cibo, simbolo di sovrabbondanza, di falso benessere ma anche di voragini psichiche, di vuoti incolmabili: si mangia eccessivamente per dimenticare, per non pensare, per non essere curiosi, per non essere se stessi, per sostituire qualcuno che non c’è oppure ciò che non si ha.
Tra rabbia e ironia, il testo stigmatizza l’indifferenza di cui l’Italia è capace e che a tavola, davanti a sontuose portate, trova la sua massima espressione, il suo luogo ideale.
Regia televisiva di Paolo Sorrentino.
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