(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tra la metà degli anni ’50 e la fine degli anni ’60 molti italiani abbandonano soprattutto il sud e le aree rurali per cercare fortuna nel nord del paese o all’estero.
Cercano un lavoro e quel benessere conosciuto attraverso il cinema, i rotocalchi, la televisione.
Le destinazioni sono cambiate rispetto al passato che aveva visto i migranti raggiungere le miniere del Belgio, le fabbriche della Germania Ovest, la Svizzera, la Francia e le Americhe.
Ora, in molti, decidono di cercare fortuna nei distretti industriali e nelle grandi città del centro nord.
Paolo Mieli ne parla con il professor Agostino Giovagnoli a “Passato e Presente”, in onda giovedì 26 marzo alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Torino, da sempre capitale dell’auto, è al centro del più rapido processo di sviluppo industriale che il paese abbia mai conosciuto e diventa la capitale della migrazione interna.
Decine di migliaia di meridionali vi arrivano inseguendo il sogno di un impiego alla Fiat, simbolo del boom industriale.
Le catene di montaggio della Mirafiori offrono salario e riscatto sociale, ma anche ritmi di lavoro durissimi.
In una città completamente impreparata ad accoglierli, i migranti vivono nelle baraccopoli, in periferie improvvisate e le tensioni sociali segneranno profondamente la storia operaia e civile della città.
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