(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nella Vienna degli anni Trenta, patria di Freud e capitale della medicina europea, un giovane pediatra sembra schierarsi dalla parte dei più fragili.
Hans Asperger studia i “bambini difficili”, quelli che oggi sabbero definiti autistici, goffi nei rapporti sociali, ma dotati di un’intelligenza fuori dal comune; li ribattezza i suoi “piccoli professori”.
Paolo Mieli e il professor Bruno Maida ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 23 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Per decenni la figura di Asperger è stata celebrata come quella di un pioniere compassionevole, un “Oskar Schindler della pediatria”, capace di proteggere i suoi pazienti più fragili dalla ferocia del regime nazista.
Negli anni Ottanta, quando la psichiatra inglese Lorna Wing conia la “sindrome di Asperger”, il nome del pediatra diventa un simbolo della neurodiversità.
Ma la verità, rimasta sepolta negli archivi per settant’anni, rivela una storia molto diversa.
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