(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La politica censoria di Mussolini nei confronti delle opere a stampa inizia a prendere forma attraverso le cosiddette leggi fascistissime, già dal 1926 con la pubblicazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
Paolo Mieli e la professoressa Alessandra Tarquini ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 12 dicembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Negli anni Trenta, l’operazione di rinnovamento culturale e la politica censoria sui libri, intrapresa dal fascismo, si radicalizza assieme alla trasformazione totalitaria dello Stato, trasformandosi in una vera operazione di “bonifica” culturale.
I confini dell’operazione si mescolano con quelli della politica razziale del regime, segnando la cultura italiana editoriale del dopoguerra.
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