(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A Roma c’è un edificio lungo quasi un chilometro. Una gigantesca struttura di cemento che domina la periferia ovest della città.
Per alcuni è un’utopia abitativa. Per altri, un ecomostro. È il Corviale, il simbolo più noto del brutalismo italiano.
Ne parla Paolo Mieli con la professoressa Maria Clara Ghia a “Passato e Presente”, in onda venerdì 5 giugno alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Figlio del secondo dopoguerra, il brutalismo porta idee radicali in architettura: cemento a vista, strutture esposte, edifici pensati come organismi collettivi.
Non solo un’estetica, ma anche un progetto etico.
Dalle intuizioni di Le Corbusier fino alle sperimentazioni italiane, questo linguaggio architettonico prova a rispondere alle grandi trasformazioni sociali del Novecento: la ricostruzione, l’espansione urbana, il bisogno di immaginare nuove forme dell’abitare.
“Passato e Presente” ne segue tracce a Roma, con Charlotte Marincola, dal Corviale all’Ambasciata britannica, fino alla visionaria Casa Albero di Fregene, dove il brutalismo assume una forma originale, sospesa tra modernità e dialogo con la storia.
Architetture nate per immaginare il futuro e che, ancora oggi, continuano a interrogare il presente.
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