(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le montagne non sono più le stesse. Cambiano i paesaggi, le stagioni, i modi di viverle e persino i sogni di chi le abita. È questo il filo conduttore della nuova puntata di “Alta Quota”, il programma condotto da Silvano Ploner, in onda domenica 26 aprile alle 12.25 su Rai 3. Dalle Alpi all’Appennino, dalle Dolomiti al Vesuvio, per scoprire una trasformazione silenziosa ma inarrestabile.
Si parte dai tremila metri del Passo dei Salati, dove la ricerca scientifica incontra la montagna: studenti e ricercatori studiano la neve in uno dei laboratori più alti d’Europa, simbolo di un sapere che sale in quota per comprendere il futuro. Ma basta scendere di qualche valle per imbattersi in un’immagine opposta: a Challand-Saint-Anselme, in Valle d’Aosta, uno skilift fermo racconta la fine di un’epoca, quella dello sci diffuso, oggi messa in discussione dal clima che cambia.
Il viaggio prosegue verso il Lago della Duchessa, nel Lazio, sospeso tra natura e mistero, dove storia e leggenda si intrecciano evocando anche uno dei capitoli più oscuri della storia italiana. E poi le Dolomiti venete, dove incentivi e politiche territoriali cercano di riportare vita nei paesi di montagna, contrastando lo spopolamento e immaginando nuove prospettive.
A dare un volto e un’emozione a questo racconto sono anche due storie personali: quella di Giada D’Antonio, giovanissima promessa dello sci italiano, che dal Vesuvio ha inseguito un sogno olimpico, fermato ma non spezzato da un infortunio. E quella di Nives Meroi e Romano Benet, coppia simbolo dell’alpinismo mondiale, che della montagna hanno fatto una scelta di vita, condivisa passo dopo passo fino alle vette più alte del pianeta.
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