(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Speciale inedito ed esclusivo, in onda venerdì 14 novembre, alle ore 22.30.
Il Giallo Pontecorvo: storia e segreti del Fisico che scelse l’Unione Sovietica è lo speciale inedito ed esclusivo, in onda venerdì 14 novembre alle ore 22.30 su Focus, dove si ripercorre la vita da film del massimo scienziato nel campo della Fisica dei neutrini, le cui le teorie e ipotesi si sono rivelate tutte corrette.
Molte, le testimonianze nello speciale di Alberto Consarino: la storica della Scienza Miriam Focaccia, ricercatrice del Centro Ricerche Enrico Fermi e coordinatrice del Comitato tecnico del Museo Enrico Fermi; il prof. Gianni Battimelli, Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza; il prof. di Fisica Teorica, SISSA di Trieste, Giuseppe Mussardo; il prof. Simone Turchetti, MSc in History of Science, Technology and Medicine, University of Manchester; il prof. Piero Graglia, Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici.
Pontecorvo – fratello del genetista Guido e del regista Gillo – è stato un protagonista del Novecento. Fisico sperimentale e teorico, abile fenomenologo, uomo brillante e ottimo tennista, l’ambito professionale – siamo in piena guerra fredda – lo colloca suo malgrado nel mondo dell’energia atomica, per scopi bellici, e dei suoi segreti: una spy story, che invero non ha mai visto coinvolto direttamente.
Sarà a Parigi, nel clima del Front Populaire e della guerra di Spagna, che Pontecorvo inizia a interessarsi di politica, stabilendo rapporti con l’intelligencija politica emigrée. Nell’agosto del ‘39, in presenza del segretario generale Luigi Longo, Pontecorvo si iscrive al PCI.
È nell’estate del 1950, che il fisico scompare rocambolescamente con la famiglia da Roma e riappare, cinque anni dopo, in URSS. In Occidente, la defezione di quello che diventerà Bruno Maksimovič Pontekorvo (Бруно Максимович Понтекорво), suscita grande scandalo. Inevitabili le congetture sulla sua possibile natura di spia, che ne offuscheranno popolarità e carriera precludendogli ben due Nobel.
In Unione Sovietica – dove Pontecorvo è isolato per anni, con il divieto di tornare in Italia – il Fisico continua le sue ricerche sul decadimento del muone e sui neutrini: restano fondamentali gli studi nella Fisica delle Particelle Elementari e nell’Astrofisica, e gli importanti contributi alla Fisica dei neutrini e alle indagini sui neutrini solari.
Malato di Parkinson, Pontecorvo lavora fino alla morte, nel 1993, all’età di 80 anni. Per sua espressa volontà, metà delle ceneri vengono sepolte a Dubna, in Russia, e metà al cimitero acattolico di Roma.
Nasce il 22 agosto 1913 a Marina di Pisa. Giovanissimo, frequenta il biennio di ingegneria a Pisa. A soli 18 anni si iscrive al terzo anno di Fisica all’Università di Roma passando l’esame di ammissione con Enrico Fermi e Franco Rasetti. Diventa uno degli assistenti più stretti – e il più giovane – di Fermi, entrando a far parte del gruppo dei ragazzi di via Panisperna, con il quale collabora nel 1934 al celebre esperimento sui neutroni lenti, che dà l’avvio alle ricerche sulla fissione del nucleo atomico e alle sue applicazioni.
Nel 1936 si reca a Parigi, dove lavora sino al 1940 con Frédéric e Irène Joliot-Curie allo studio degli urti dei neutroni con protoni e alle transizioni elettromagnetiche tra isomeri. Nel 1938 incontra la giovane studentessa svedese Marianne Nordblom, di cui si innamora e la sposa. Nell’agosto 1940, dopo l’invasione di Parigi da parte dei nazisti, a causa delle origini ebraiche fugge negli USA, dove lavora per una società petrolifera mettendo a punto una tecnica di introspezione dei pozzi petroliferi basata sul tracciamento di neutroni, che è stata la prima applicazione pratica della scoperta delle proprietà dei neutroni lenti fatta a Roma, con Fermi. Qui, a causa delle sue idee, viene escluso dalla partecipazione al Progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica. Nel 1948, dopo aver ottenuto la cittadinanza britannica, viene chiamato nel Regno Unito da John Cockcroft, per partecipare al progetto della bomba atomica inglese. Trasferitosi all’Atomic Energy Research Establishment, il 31 agosto 1950, durante una vacanza in Italia, senza darne comunicazione ad amici e parenti, parte per Stoccolma e prosegue per Helsinki, in Finlandia. Da lì varca il confine con l’Unione Sovietica. Stabilitosi in URSS, matura le sue ricerche nella fisica delle particelle elementari e nell’astrofisica, con importanti contributi alla fisica dei neutrini e alle indagini sui neutrini solari. Lavora fino alla morte a Dubna, sulle rive del Volga, dove i sovietici avevano impiantato un laboratorio di ricerca atomica sulle particelle ad alta energia e sul decadimento del muone e sui neutrini.
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