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SFORZINI (FUTURO NAZIONALE) * VANNACCI A VIGEVANO: «QUANDO MIGLIAIA DI PERSONE SI RADUNANO PER IDENTITÀ E SICUREZZA, SIGNIFICA CHE ESISTE UN VUOTO» (FOTO E VIDEO)

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08.40 - lunedì 18 maggio 2026

 

“QUEL PESO DI UNA PIAZZA PIENA”

di Luca Sforzini

Ci sono momenti in cui la politica smette di essere tattica, palazzo, retroscena, piccolo cabotaggio. E torna ad essere una cosa tremendamente seria. Quasi fisica. La senti addosso.

L’ho sentito domenica sera in Piazza Ducale a Vigevano, accanto a Roberto Vannacci, davanti a una piazza colma a perdita d’occhio, piena di giovani, famiglie, lavoratori, persone normali. Persone perbene. Non comparse. Non professionisti della militanza. Non clientele. Italiani che chiedono una cosa che oggi sembra diventata rivoluzionaria: essere ascoltati.

Guardavo quella piazza rinascimentale — una delle più belle d’Italia, costruita dagli Sforza come luogo simbolico del potere e della comunità — e pensavo che forse il vero punto politico non fosse nemmeno il singolo comizio.
Il punto era un altro.
Il punto era la fame di rappresentanza che emerge ormai ovunque.

Una parte enorme del popolo italiano non si sente più rappresentata da un sistema politico che troppo spesso appare distante, autoreferenziale, ideologico, incapace perfino di comprendere le paure reali delle persone.

E allora quelle piazze diventano una responsabilità enorme.
Perché quando migliaia di persone si radunano spontaneamente per ascoltare parole su identità, sicurezza, lavoro, dignità nazionale, comunità, significa che esiste un vuoto. E i vuoti, nella storia, vengono sempre riempiti.

Ciò che mi ha più colpito non è stata la quantità di persone. È stata l’età di molti. Ragazzi. Ventenni. Giovani che secondo la narrazione dominante dovrebbero essere disinteressati alla politica, liquidi, cinici, disillusi. E invece erano lì. Attenti. Partecipi. Con gli occhi di chi cerca una direzione.

Questa è la vera responsabilità.
Perché se una generazione torna a chiedere idee forti, visione, appartenenza, allora non puoi limitarti agli slogan. Non puoi giocare. Non puoi improvvisare.
Devi essere all’altezza.

Ho percepito chiaramente che stiamo entrando in una fase nuova della vita pubblica italiana. Una fase in cui il consenso non nascerà più soltanto nei talk show o nei salotti romani, ma nelle piazze, nei territori, nei luoghi reali del Paese.

Ed è qui che il Centro Studi Rinascimento Nazionale dovrà assumersi fino in fondo il proprio compito: trasformare rabbia in visione, protesta in progetto, consenso in classe dirigente.

Perché le piazze possono entusiasmare. Ma senza elaborazione restano solo fiammate.
E invece oggi l’Italia ha bisogno di qualcosa di molto più difficile: una nuova élite culturale, politica e morale capace di meritarsi la fiducia di quelle persone che domenica sera, a Vigevano, guardavano verso il palco aspettandosi risposte vere.

Questa aspettativa pesa.
E deve pesare.
Perché solo chi sente il peso di una piazza piena forse ne è ancora degno.

 

*

Luca Sforzini

Responsabile  Centro studi Rinascimento Nazionale (think tank di Futuro Nazionale)

 

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