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REGIONE VENETO* : «TORRENTE ASTICO, AL VIA I LAVORI PER IL BACINO DI LAMINAZIONE: RECUPERO DI CAVE DISMESSE E PIÙ SICUREZZA»

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11.25 - mercoledì 22 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sono iniziati i lavori per la realizzazione del bacino di laminazione sul torrente Astico, nei comuni di Sandrigo e Breganze, in provincia di Vicenza. Un’opera strategica per la sicurezza idraulica del territorio che rappresenta anche un esempio concreto di riqualificazione ambientale grazie al recupero di aree estrattive dismesse.

L’intervento prevede la realizzazione di un invaso con una capacità complessiva di circa 5 milioni di metri cubi, destinato a mitigare il rischio idraulico per diversi comuni del Vicentino e per la città di Padova. I lavori, avviati il 13 aprile 2026, avranno una durata di 1.096 giorni con conclusione prevista per maggio 2029.

“Si tratta di un’opera fondamentale per la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini – dichiara Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente del Veneto –. Interveniamo in modo concreto per ridurre il rischio idraulico, ma allo stesso tempo trasformiamo criticità pregresse in opportunità, recuperando cave dismesse e restituendole a una funzione ambientale strategica”.

Il progetto, dal valore complessivo di oltre 60 milioni di euro, è finanziato con risorse regionali, statali e comunitarie.

“Queste iniziative dimostrano come sia possibile coniugare sicurezza, sostenibilità e innovazione – prosegue Venturini –. Il riuso delle ex aree estrattive per la realizzazione di bacini di laminazione rappresenta un modello virtuoso di gestione del territorio: non solo si riduce il consumo di nuovo suolo, ma si valorizzano spazi già compromessi trasformandoli in infrastrutture utili alla difesa dell’ambiente”.

L’intervento prevede, tra le principali opere, la risistemazione del piano campagna delle cave dismesse Mirabella–Vaccari e Mirabella–Girardini, la realizzazione di arginature e manufatti idraulici regolabili, oltre a interventi di movimentazione terra e scavi per circa 2 milioni di metri cubi.

“Il Veneto continua a investire in opere strutturali per affrontare le sfide del cambiamento climatico – conclude Venturini –. La prevenzione del rischio idraulico passa anche da progetti come questo, che integrano ingegneria, tutela ambientale e rigenerazione del territorio”.

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