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REGIONE VENETO* : «SANITÀ, ESPORTATO IL PROPRIO MODELLO IN AFRICA, STEFANI: “SOLIDARIETÀ E COOPERAZIONE CONCRETA”»

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11.45 - mercoledì 15 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La sanità veneta fa scuola anche all’estero. Tra i settori di riferimento ora è entrato stabilmente anche quello della gestione dell’emergenza ed urgenza, ambito su cui solo una minoranza di Paesi sub africani dispone di un servizio universale. Da qualche anno il Mozambico, che non possiede un sistema di emergenza e urgenza pre-ospedaliero (EMS) universale, pubblico e strutturato ha iniziato a cooperare con il Veneto per fare proprie le buone pratiche del SUEM, sia nell’ambito della gestione sanitaria, ed in specie per le emergenze materne e neonatali, sia per i servizi in occasione dei sempre più frequenti disastri climatici. E questo ci rende orgogliosi”.

Lo dice con soddisfazione il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, alla luce della nuova occasione di cooperazione sanitaria con l’Africa delineata dal progetto “HELP”, che vede la Regione Veneto capofila del processo di trasferimento delle buone pratiche sanitarie al Governo mozambicano. Un’iniziativa che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha recentemente finanziato con un contributo di 7 milioni di euro.

“HELP” rappresenta il consolidamento di un percorso di cooperazione internazionale che la Regione Veneto, grazie al supporto in loco di Medici con l’Africa CUAMM di Padova, porta avanti da anni. Questa nuova iniziativa si fonda infatti sui risultati raggiunti in precedenza attraverso i progetti UR-Beira I e UR-Beira II, che hanno permesso di istituire e rafforzare i servizi di emergenza e urgenza medica nelle città di Beira e, proprio in questi mesi, a pianificarne l’estensione a Maputo.

“Attraverso queste iniziative – evidenzia Stefani – la Regione Veneto sta esportando con successo le proprie buone pratiche e il proprio know-how organizzativo, supportando chi ne è privo nella creazione di un sistema di risposta alle emergenze, ispirato ai più alti standard di efficienza”.

I numeri delle precedenti attività testimoniano l’impatto vitale di questo modello: nel solo periodo tra agosto 2025 e aprile 2026, la Centrale Operativa delle Emergenze Mediche di Beira ha ricevuto e gestito 7.889 chiamate di soccorso. L’efficacia della rete di trasporto si è tradotta in 7.165 pazienti trasferiti con successo dalle unità sanitarie di primo livello agli ospedali di riferimento, con una media di quasi 800 trasferimenti mensili. Si tratta di interventi salvavita in situazioni di estrema criticità, con la maggioranza dei casi che ha richiesto un trasferimento ad alta priorità. A beneficiare maggiormente di questo sistema di emergenza e urgenza (che il nuovo progetto “HELP” andrà a potenziare ulteriormente) sono le fasce più vulnerabili della popolazione: i dati evidenziano infatti che il 41% dei trasferimenti (2.958 casi) ha riguardato emergenze ostetriche e materne, seguite da un 25% (1.757 casi) di urgenze in ambito neonatale e pediatrico.

“Questa è cooperazione reale e solidarietà concreta – conclude Stefani – per portare mezzi, conoscenza e scienza dove ce n’è più bisogno”.

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