(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Di fronte alla crisi che coinvolge Electrolux non possiamo accettare logiche fatte solo di numeri e percentuali. I tagli lineari annunciati dall’azienda sono inaccettabili perché dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, competenze e intere comunità che hanno contribuito a fare grande il settore dell’elettrodomestico italiano. Chiedo perciò il ritiro integrale del piano industriale, senza licenziamenti, ed attendo da parte dell’azienda un vero programma di rilancio, e non soltanto una riduzione lineare della forza lavoro”.
Lo dichiara il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani intervenendo sul confronto aperto tra Regioni, Governo, parti sociali e azienda in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il prossimo 25 maggio.
“Come emerso ieri nel tavolo interregionale tra Veneto e Friuli Venezia Giulia – prosegue Stefani –, il comparto europeo degli elettrodomestici sta attraversando una crisi storica, segnata negli ultimi vent’anni da delocalizzazioni produttive, concorrenza asiatica e turca, aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre che da un eccesso di regolamentazione europea che ha penalizzato la competitività delle imprese continentali”.
“Electrolux negli anni ha ricevuto sostegno pubblico importante, attraverso ammortizzatori sociali e investimenti destinati a ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica. Per questo oggi è necessario che l’azienda presenti un vero piano industriale e non una mera riduzione lineare della forza lavoro. Parliamo infatti di un taglio del 40% degli addetti che, considerando anche i contratti a termine, rischia di coinvolgere fino a 1.900 lavoratori, senza contare le pesanti ricadute sull’indotto. Numeri che per noi significano famiglie, professionalità e futuro produttivo del territorio”.
“Il Veneto – aggiunge Stefani – ha una tradizione industriale che non può essere dispersa. Parliamo di marchi che hanno fatto la storia dell’elettrodomestico a livello mondiale e che rappresentano un patrimonio industriale, produttivo e occupazionale strategico per il nostro Paese. Difendere questi stabilimenti significa difendere il saper fare italiano e una filiera che negli anni ha garantito qualità e lavoro, simbolo nel mondo di qualità ed affidabilità. Serve perciò una strategia industriale nazionale ed europea chiara e concreta, capace di tutelare la manifattura dalla concorrenza sleale e dalle delocalizzazioni. Non possiamo permettere che l’Europa perda pezzi fondamentali del proprio sistema produttivo”, conclude Stefani.
