(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A Olbia la prima Borsa Internazionale dei Siti Patrimonio Mondiale UNESCO
“Il riconoscimento dei nostri siti come patrimonio dell’umanità ci consente di raccontare la nostra storia millenaria e l’identità del nostro popolo. Il nostro compito è trasformare questa ricchezza in opportunità e sviluppo economico”.
Lo ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenendo alla prima Borsa Internazionale del Turismo Archeologico dedicata ai Siti Patrimonio Mondiale UNESCO, che si è aperta ad Olbia.
“La Regione sta lavorando a una strategia che punta sulla qualità dell’offerta, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione dei territori”, ha spiegato la presidente Todde.
“In questo percorso, il riconoscimento UNESCO può diventare una leva importante per costruire itinerari, attrarre nuovi visitatori e distribuire i benefici del turismo in modo più equilibrato. Le Domus de Janas hanno infatti la caratteristica di mettere in relazione tutto il territorio regionale: si trovano nelle zone interne, nelle aree costiere e spesso accanto ad altri insediamenti. Siamo fermamente convinti che la Sardegna debba essere vissuta e scoperta durante tutto l’anno, non soltanto attraverso le sue coste, ma anche attraverso la ricchezza delle sue comunità, della sua cultura e dei suoi paesaggi interni”.
L’evento è l’occasione per presentare le strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento dei siti UNESCO.
“La Sardegna si candida ad essere protagonista di un segmento molto interessante per la delocalizzazione dei flussi e la destagionalizzazione: quello del turismo archeologico”, ha evidenziato l’assessore Franco Cuccureddu.
“La nostra regione vanta probabilmente un primato mondiale, che è quello di essere la regione con la più alta densità di monumenti preistorici, ma finora non è riuscita a commercializzare efficacemente questo prodotto che suscita grande interesse invece in altre parti del mondo. Con il riconoscimento del sito seriale delle Domus De Janas, con 18 nuovi siti, siamo riusciti ad ottenere una massa critica tale che può suscitare l’interesse dei principali tour operator che si occupano di turismo culturale”.
L’assessora della Cultura, Ilaria Portas, ha ricordato gli interventi regionali per la valorizzazione del patrimonio archeologico, in particolare le Domus de Janas.
La Regione ha infatti stanziato oltre 15 milioni di euro per i comuni coinvolti, investendo su digitalizzazione, tutela e formazione per creare un modello di sviluppo sostenibile contro lo spopolamento delle zone interne.
“Il riconoscimento UNESCO – ha spiegato Portas – è un traguardo ma non può essere il punto di arrivo. Al contrario lo consideriamo un punto di partenza, una straordinaria opportunità di crescita per le nostre comunità. Il turismo lento e consapevole può rappresentare il punto di congiunzione per unire la ricchezza culturale dell’interno della Sardegna con la parte ludica e di svago che offrono le zone costiere. Il nostro impegno, come Assessorato della Cultura, è quello di trasformare questo immenso patrimonio storico in una banca fatta di tante competenze, all’interno della quale coinvolgere il mondo della scuola e tutto il tessuto sociale del territorio: solo in questo modo le nostre giovani e i nostri giovani potranno costruire realmente un futuro concreto nella propria terra”.
Nella giornata di apertura sono stati affrontati gli aspetti più prettamente scientifici e analizzate le esperienze delle altre regioni d’Italia e d’Europa che prima della Sardegna hanno avuto importanti riconoscimenti UNESCO.
Il clou del programma è il workshop b2b, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri.
Questi ultimi avranno l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.
