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REGIONE LOMBARDIA * : «BRESCIA, PRESENTATO IL PROGETTO VINCITORE PER IL NUOVO OSPEDALE DEL FUTURO. PRESIDENTE FONTANA: STRUTTURA INCARNA ECCELLENZA DEL MODELLO LOMBARDO CHE ABBINA CLINICA, RICERCA, INNOVAZIONE»

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18.05 - giovedì 2 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La creazione di un’infrastruttura pubblica integrata, che abbina in modo sinergico funzioni clinico-tecnologiche, ricerca scientifica e formazione universitaria, trasformando l’ospedale in una rete digitale più efficiente a servizio della salute dei cittadini. È questa la visione alla base del progetto vincitore del concorso internazionale per la realizzazione del nuovo ‘Main &Children Hospital’, l’ospedale del futuro di Brescia. A sviluppare questa struttura sanitaria innovativa gli studi di progettazione Park Associati, CRA Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O’Callaghan e Studio Mattioli. I lavori per la realizzazione dell’opera inizieranno nel 2028, l’investimento sarà di 274 milioni di euro, con previsione di risorse aggiuntive da parte di Regione Lombardia.

La nuova struttura sanitaria, che incarnerà i principi di One Health, ovvero il modello incentrato su una visione sinergica di salute umana, ambiente e sistemi sociali, è stata presentata oggi al Teatro Grande di Brescia, alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. All’evento erano presenti anche gli assessori regionali Giorgio Maione (Ambiente e Clima) e Simona Tironi (Istruzione, Formazione, Lavoro), oltre al direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia Luigi Cajazzo e a diversi rappresentanti delle istituzioni.

“L’Ospedale del Futuro di Brescia – ha spiegato il presidente Fontana – rappresenta in modo concreto la visione con cui Regione Lombardia sta costruendo la sanità di domani: una sanità pubblica sempre più moderna, innovativa, sostenibile e vicina ai cittadini. Non realizziamo soltanto nuovi edifici, ma investiamo in un modello di cura capace di integrare assistenza, ricerca, formazione universitaria e innovazione tecnologica, mettendo al centro la persona e il benessere complessivo della comunità. Questo progetto, frutto di un concorso internazionale di altissimo livello, conferma la volontà della Lombardia di continuare a essere un punto di riferimento nazionale ed europeo nella qualità delle cure, nella capacità di attrarre competenze e nello sviluppo di infrastrutture sanitarie all’avanguardia. È un investimento che guarda ai prossimi decenni e che lascia alle future generazioni un patrimonio pubblico più efficiente, più resiliente e sempre più orientato all’eccellenza”.

“La struttura – ha concluso Fontana – sarà la realizzazione concreta dei principi del One Health, secondo cui salute umana, ambiente e sistemi sociali costituiscono l’asse strategico su cui si orienta la persona. In quest’ottica il progetto richiederà a livello operativo una visione pragmatica e sinergica in cui Enti locali e istituzioni lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune: tutelare il benessere della comunità in un contesto multidisciplinare che mette al centro innovazione capacità di tradurre i risultati della ricerca scientifica in vantaggi per la salute dei cittadini. Questo è il modello che da sempre trova terreno fertile in Lombardia e che ci consente di essere un punto di riferimento in Italia e nel mondo”.

“Il nuovo ospedale di Brescia – ha commentato l’assessore Bertolaso – rappresenta un cambio di paradigma nella progettazione delle strutture sanitarie: non realizziamo semplicemente un edificio, ma costruiamo un’infrastruttura che ci proietta verso la medicina del futuro, abbinando ricerca e innovazione tecnologica. Gli spazi saranno flessibili, digitalizzati e organizzati per garantire percorsi di cura sempre più efficaci, sicuri e centrati sui bisogni della persona. Questo progetto rafforza ulteriormente la rete ospedaliera lombarda e conferma la volontà di Regione Lombardia di investire in strutture pubbliche all’avanguardia, capaci di offrire ai professionisti gli strumenti migliori per lavorare e ai cittadini cure di eccellenza per il futuro”.

“Questo progetto – ha proseguito Maione – dimostra come la sanità del futuro non possa prescindere da una profonda transizione ecologica, elevando la sostenibilità a pilastro portante delle grandi opere pubbliche. Non parliamo soltanto di un’infrastruttura all’avanguardia, ma di un intervento di rigenerazione capace di testimoniare come la tutela della salute cammini di pari passo con la salvaguardia dell’ambiente. La Lombardia investe su Brescia per guidare l’innovazione in ambito sanitario, diventando così un modello in cui l’ecosistema di un presidio della salute e la natura dialogano stabilmente con la cura, trasformandosi in veri strumenti di benessere e resilienza a servizio dell’intera comunità lombarda”.

“Il nuovo ospedale di Brescia – ha evidenziato l’assessore Tironi – rappresenta anche un grande investimento sul capitale umano. La stretta integrazione tra attività assistenziale, ricerca e formazione universitaria offrirà ai nostri studenti e ai professionisti sanitari un ambiente di apprendimento all’avanguardia, capace di valorizzare competenze, innovazione e multidisciplinarietà. Investire in luoghi dove cura e formazione crescono insieme significa costruire oggi le competenze che garantiranno ai cittadini una sanità pubblica sempre più qualificata e attrattiva”.

“Il nostro ospedale – ha precisato Luigi Cajazzo, direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia – diventerà una delle strutture sanitarie pubbliche più avanzate a livello europeo sotto il profilo dell’innovazione, della digitalizzazione, della sostenibilità e della cura della persona. Gli spazi saranno realizzati secondo standard ultra moderni e saranno aperti ad accogliere in futuro ulteriori evoluzioni. Al centro ci sarà sempre la straordinaria professionalità di medici, infermieri e di tutto il personale che ogni giorno lavora nei reparti per offrire una qualità di cura riconosciuta a livello internazionale. Nel 2027 gli Spedali Civili compiranno 600 anni: con questo progetto confermiamo e rinnoviamo il legame indissolubile che da sei secoli esiste tra il nostro ospedale e il tessuto sociale della città di Brescia”.

Nello specifico, il progetto del nuovo ospedale prevede tre strutture: Main Hospital: si articola in tre bracci interconnessi che reinterpretano la logica radiale dell’ospedale esistente, aprendo l’impianto verso la città; Children Hospital: si configura come organismo autonomo composto da tre volumi cilindrici con altezze differenti. Questa struttura sarà dotata di un sistema di terrazze e corti interne che rappresenterà un vero e proprio giardino terapeutico, con la natura che entrerà a diretto contatto con ogni reparto dell’ospedale; CareRing e paesaggio: un anello continuo di oltre un chilometro in cui il paesaggio organizza mobilità, logistica e vita pubblica.

L’impianto originario progettato dall’ingegner Angelo Bordoni agli inizi del Novecento rappresenta la matrice generativa del progetto. Il nucleo esagonale e l’andamento radiale saranno reinterpretati come struttura portante di un nuovo assetto territoriale. La natura avvolgerà l’intero campus, in modo tale che i pazienti, il personale e i visitatori si muovano nel paesaggio tanto quanto nell’architettura. I nuovi volumi si apriranno verso l’esterno, verso la luce, l’aria e il profilo montano delle Prealpi. Le funzioni clinico tecnologiche saranno concentrate nei nuovi volumi per un totale di 60.500 metri quadrati e oltre 745 posti letto, mentre i padiglioni storici verranno progressivamente rifunzionalizzati per accogliere attività accademiche e scientifiche. Il rapporto con la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia sarà così consolidato e reso strutturale, rafforzando la vocazione universitaria del complesso e configurando il campus come sistema integrato in cui assistenza e ricerca operano in continuità.

Grande attenzione è stata riservata dai progettisti agli aspetti ambientali. La struttura ibrida in legno e acciaio, assemblata a secco, riduce l’impatto carbonico e ottimizza i tempi di realizzazione, ma soprattutto introduce un principio di modularità che consente riconfigurazioni future. L’architettura è concepita come sistema aperto, predisposto ad accogliere l’evoluzione delle tecnologie mediche e dei modelli di cura.

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