(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SETTIMANA DELLA LEGALITÀ. A CARPANETO PIACENTINO UN IMMOBILE CONFISCATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA DIVENTA CASA PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA O MALTRATTAMENTI. MAZZONI: “CURA DELLA COMUNITÀ E PROTEZIONE DEI PIÙ FRAGILI PER COSTRUIRE TERRITORI PIÙ FORTI E MENO ESPOSTE AI TENTATIVI DI INFILTRAZIONE”
Oggi l’inaugurazione con il sindaco Arfani. Il progetto ha un contributo della Regione di oltre 73mila euro su 92mila euro complessivi
Un luogo sicuro dove donne vittime di violenze o maltrattamenti possono trovare casa. Rinasce così un bene confiscato alla mafia e restituito alla comunità grazie al progetto di recupero degli immobili espropriati.
L’edificio recuperato, “Casa Rifugio Donne”, grazie ai fondi regionali e comunali è stato trasformato in un grande appartamento con tre camere da letto, un soggiorno, una cucina e due bagni, pronto per ospitare fino a tre nuclei familiari composti da donne in difficoltà o in pericolo.
L’inaugurazione oggi a Carpaneto Piacentino (Pc) in un incontro pubblico con il sindaco, Andrea Arfani, e l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni, nell’ambito delle iniziative promosse nella Settimana della legalità. Con loro anche gli assessori comunali di Carpaneto Silvia Rapaccioli (politiche per le Famiglie) e Mario Pezza (Lavori pubblici), il Consigliere delegato alle Politiche socio-sanitarie di Carpaneto, Maria Luisa Rossi, e la direttrice del Distretto di Levante, dottoressa Evelina Cattadori.
Il progetto di recupero e ristrutturazione edile “Dalla mafia alla rinascita per le donne in difficoltà” ha avuto un costo totale di 92mila euro di cui 73.600 di contributo regionale. È la prima struttura di questo tipo nel territorio di Carpaneto.
“Nell’ambito della Settimana della Legalità 2026- ha affermato Mazzoni-, presentiamo un progetto fondamentale: la realizzazione di una Casa Sicura dedicata all’accoglienza e alla protezione delle donne vittime di violenza. La legalità non è solo rispetto delle regole, ma cura della comunità e protezione dei più fragili. Il contrasto alle mafie si misura nei territori, giorno dopo giorno, con azioni concrete e scelte coerenti. Solo unendo istituzioni, associazioni, scuole, imprese e cittadini possiamo costruire comunità più forti e meno esposte ai tentativi di infiltrazione”.
L’Emilia-Romagna è la terza regione del Nord Italia per numero di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. A oggi, 49 sono i beni immobili recuperati con il sostegno della Regione e riutilizzati per finalità sociali in Emilia-Romagna. Dal 2011, la Regione è intervenuta con finanziamenti per oltre 7,8 milioni di euro. per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.
In provincia di Piacenza i beni recuperati sono due, a Calendasco e a Carpaneto Piacentino con contributi regionali complessivi per oltre 442mila euro.
