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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«BONIFICA DELL’EX LAV-FER DI CAMPOGALLIANO: RESTITUIAMO SICUREZZA E QUALITÀ AMBIENTALE AI TERRITORI»

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14.01 - giovedì 29 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**AMBIENTE. DA AREA INDUSTRIALE ABBANDONATA A SITO IN FASE DI PIENO RISANAMENTO: CONTINUA IL PERCORSO REGIONALE DI BONIFICA DEI SITI ORFANI DELL’EMILIA-ROMAGNA FINANZIATO CON RISORSE PNRR. OGGI IL SOPRALLUOGO DELL’ASSESSORA PRIOLO ALL’EX LAV-FER DI CAMPOGALLIANO (MO): “RESTITUIAMO SICUREZZA, QUALITÀ AMBIENTALE E NUOVE PROSPETTIVE AI TERRITORI”**

Presente anche la sindaca, Daniela Tebasti. Da Piacenza a Rimini sono in tutto 17 i siti interessati, completati al 70%. Oltre 27 milioni di euro assegnati alla Regione per metterli in sicurezza e bonificarli. Quindici i Comuni coinvolti.

Una ex area produttiva, alla periferia del paese, dove un tempo si svolgevano attività di zincatura a caldo, dismesse da oltre 25 anni, che avevano lasciato in eredità rifiuti anche pericolosi e il rischio di contaminazione dell’ambiente circostante.

È l’ex Lav-Fer di Campogalliano (Mo), uno dei 17 “siti orfani” dell’Emilia-Romagna interessati da operazioni di risanamento finanziate con oltre 27 milioni di euro di risorse Pnrr, assegnate alla Regione per interventi di recupero di aree a lungo compromesse. Un sito che entra nella fase conclusiva dell’intervento di bonifica, con la rimozione degli ultimi cumuli di materiale e lo smaltimento dei rifiuti, restituendo progressivamente sicurezza ambientale e nuove prospettive al territorio.

Oggi l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata, nell’ambito di un percorso di monitoraggio e verifica degli interventi. Presente anche la sindaca di Campogalliano, Daniela Tebasti.

“Con il piano di recupero dei siti orfani, l’Emilia-Romagna affronta nodi ambientali irrisolti da anni, compiendo un’azione di risanamento decisiva per superare criticità storiche e restituire finalmente alle comunità aree sicure e vivibili- commenta Priolo-. Si tratta di recuperare luoghi rimasti per troppo tempo inutilizzati o diventati pericolosi per la salute, per cause diverse. La bonifica, in questo caso ormai completata, non si limita alla tutela del suolo, ma inaugura una stagione di rinascita per questi spazi. Nel pieno rispetto delle tempistiche del Pnrr, siamo a circa il 70% del completamento”.

**Siti orfani in Emilia-Romagna**

Ex officine, fonderie, fabbriche di vernici e di prodotti chimici, ceramiche, depositi di ordigni bellici: attività produttive che, una volta dismesse, hanno lasciato sul territorio aree contaminate a causa dei residui e degli scarti delle lavorazioni. In Emilia-Romagna, per 17 di queste realtà – i cosiddetti ‘siti orfani’, così definiti perché il responsabile dell’inquinamento non è individuabile, non è più presente o non adempie agli obblighi previsti dalla normativa – sono in corso, o già conclusi, interventi di bonifica che consentono di risanare i terreni, ridurre l’impatto ambientale e favorire il recupero e il riuso delle aree.

Sono 15 le amministrazioni comunali coinvolte: Piacenza, Reggio Emilia, Casalgrande e Albinea (Re), Modena, Sassuolo, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Campogalliano e Spilamberto (Mo), Budrio (Bo), Ferrara, Bondeno e Terre del Reno (Fe), San Giovanni in Marignano.

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