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QUESTURA DI ROMA * : «LATITANTE DAL 2023 BLOCCATO NELLA METRO, IL RICERCATO INTERNAZIONALE FINISCE IN CARCERE»

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07.50 - giovedì 30 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si muoveva tra i flussi della metropolitana romana cercando di confondersi nella quotidianità della città, ma su di lui gravava un mandato di cattura internazionale, con una latitanza protrattasi dal 2023. È proprio nello scenario della ‘tube’ capitolina che la Polizia di Stato ha intercettato ed arrestato un cittadino peruviano di 48 anni, ricercato dalle Autorità giudiziarie del proprio Paese per il reato di lesioni personali gravi.

Il provvedimento restrittivo trae origine da un grave episodio di violenza. L’uomo, infatti, sarebbe ritenuto responsabile di aver aggredito una persona, colpendola ripetutamente alla schiena con un coltello mentre la vittima era impegnata in un trasloco. L’episodio aveva immediatamente attivato i canali di cooperazione internazionale di polizia, proiettando la sua ricerca oltre i confini nazionali.

A Roma, la sua presenza si inseriva nella trama anonima della mobilità urbana, cercando di dissolversi tra i transiti quotidiani di turisti e pendolari. Proprio in questo contesto, gli agenti del Nucleo PolMetro hanno intercettato la sua traiettoria.

A determinare l’intervento è stato un controllo presso la fermata “Vittorio Emanuele” che ha trasformato un movimento ordinario in un punto di convergenza investigativa.

Le verifiche effettuate nelle banche dati hanno fatto emergere con immediatezza la segnalazione internazionale a suo carico. I successivi accertamenti hanno quindi restituito una corrispondenza piena e inequivocabile, ponendo fine ad una latitanza che, da quasi tre anni, attraversava confini nel tentativo di sottrarsi alla giustizia.

Accertata la sua identità, gli agenti lo hanno immediatamente accompagnato nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’arresto in sede di appello avviando contestualmente la procedura di estradizione verso il suo Paese d’origine.

Dovrà scontare una pena di 8 anni di reclusione.

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