Di Luca Franceschi
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Electrolux annuncia un piano di ridimensionamento che comporterà 1.700 esuberi, corrispondenti al 40% dell’intera forza lavoro impiegata presso il gruppo in Italia. La misura più drastica riguarda la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, situato nelle Marche, che rappresenta un colpo significativo per l’occupazione locale.
La multinazionale sta procedendo con una riorganizzazione delle proprie produzioni a livello globale, rispondendo al calo dei profitti e della domanda di mercato, nonché alla crescente concorrenza proveniente dai mercati asiatici. Come accade solitamente in questi casi, l’azienda scarica i costi della ristrutturazione direttamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.
A partire da domani prenderanno il via gli scioperi di otto ore proclamati dalle organizzazioni sindacali metalmeccaniche. Nel sito di Susegana della Electrolux, le azioni di protesta inizieranno nella mattinata con un presidio della portineria a partire dalle 4.30.
Si profila una vertenza impegnativa e prolungata, alla quale Rifondazione Comunista intende fornire un sostegno concreto e continuativo. Come già dimostrato in passato, il movimento comunista sarà al fianco delle operaie e degli operai che lottano per la difesa dei loro posti di lavoro, del reddito necessario per vivere dignitosamente e del futuro dell’industria nel territorio nazionale.
Paolo Benvegnù
Responsabile nazionale Lavoro PRC
