(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Avevamo appena inviato il comunicato sull’ennesimo omicidio di una lavoratrice di una ditta di appalto a Tezze sul Brenta che ci è arrivata la notizia da Taranto della morte di un altro operaio di una ditta di pulizie. È una strage che non si ferma.
Mentre il governo è impegnato nella sua sudicia campagna sulla sicurezza che mira dritta a colpire i movimenti di lotta e i settori sociali più fragili nei luoghi di lavoro si muore ogni giorno. Una infernale catena di omicidi sul lavoro che non si ferma perché non si fa nulla per fermarla perché non si vuole rimuoverne le cause. Sì muore negli appalti dove la corsa al ribasso nei costi, la precarietà e il ricatto che pesa sulle lavoratrici e i lavoratori negano dignità e sicurezza al lavoro. Sì muore perché la ricerca del massimo profitto, regola fondamentale della produzione capitalistica, non trova alcun limite se non quello della forza e dell’organizzazione operaia. È con l’organizzazione dal basso, che si difende la nostra vita nei luoghi di lavoro.
È necessario uno sciopero generale, una risposta dura a questa strage con una piattaforma chiara che rivendichi l’introduzione per legge del resto di omicidio sul lavoro e l’assunzione di decine di migliaia di ispettori che controllino capillarmente le aziende e i cantieri per imporre il rispetto delle normative sulle sicurezza.
