Di Luca Franceschi
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Con la scomparsa di Matteo Jade la sinistra genovese perde un attivista che ha dedicato la propria vita alle battaglie per la giustizia sociale. A sottolinearlo sono Jacopo Ricciardi e Giovanni Ferretti, rispettivamente segretario regionale ligure e segretario genovese di Rifondazione Comunista, che lo descrivono come un compagno sempre schierato dalla parte di coloro che vivono ai margini della società.
Jade rappresentava quella Genova popolare e resistente che ha sempre considerato la giustizia sociale non una semplice parola d’ordine da esibire nei convegni, bensì una causa concreta e quotidiana. Per lui le disuguaglianze non erano astratte, ma avevano volti precisi, nomi e indirizzi, localizzati nei quartieri e nelle strade attraversate ogni giorno da chi vive in condizioni di marginalità.
L’importanza della sua figura si lega indissolubilmente ai giorni del G8 del 2001, quando Jade partecipò attivamente alle proteste che cercavano di sfidare il potere dei grandi della terra. Durante quelle giornate subì come molti altri una repressione brutale. Gli esponenti di Rifondazione Comunista evidenziano come il venticinquennale di quegli eventi assumerà un significato ancora più doloroso alla luce della perdita di un compagno che incarnava lo spirito di quella protesta e quella resistenza ai potenti.
