Di Luca Franceschi
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L’intervista rilasciata da Salvini a Breitbart e successivamente promossa da Trump sui suoi canali social riporta in evidenza una questione che solleva forti critiche da parte della sinistra. Secondo il segretario di Rifondazione Maurizio Acerbo, il governo italiano si dichiara apertamente amico e alleato sia del presidente statunitense che di Netanyahu.
Acerbo contesta con forza questa posizione, evidenziando una contraddizione rispetto al profilo sovranista che il governo intende rappresentare. A suo avviso, piuttosto che incarnare un movimento sovranista, l’esecutivo italiano risulterebbe al servizio dell’imperialismo razzista che caratterizza il movimento MAGA.
La critica si concentra sul ruolo del vicepresidente del consiglio Salvini, accusato di elogiare il coraggio di Trump nonostante le politiche considerate dannose da Acerbo. Tra queste rientrano l’imposizione di dazi commerciali, il conflitto scatenato contro l’Iran, il supporto alle operazioni israeliane in Palestina e Libano, oltre al mantenimento dell’embargo contro Cuba.
Acerbo fornisce una ricostruzione storica dei legami tra le leadership italiane e l’ultradestra americana. Breitbart viene descritto come una testata statunitense nota per la sua linea editoriale suprematista bianca, attraverso la quale Steve Bannon ha alimentato il movimento MAGA. Secondo il segretario di Rifondazione, l’ascesa sia di Salvini che di Meloni è stata direttamente sostenuta da Bannon e dall’ultradestra fascista americana che con Trump ha raggiunto la Casa Bianca.
Le conclusioni di Acerbo si concentrano su un appello all’azione politica. Definisce come dovere per ogni antifascista e internazionalista l’allontanamento dal governo di quella che denomina la compagine “fascioleghista”. Con questa consapevolezza, Rifondazione partecipa alla convergenza NO KINGS e ha avanzato la proposta di costituire un fronte costituzionale, democratico e antifascista con l’obiettivo di rimuovere i “fascioleghisti trumpiani” dal governo entro il 2027.
