Di Luca Franceschi
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Un fronte costituzionale capace di contrapporsi a Giorgia Meloni dovrebbe abbandonare definitivamente l’eredità dell’agenda di Mario Draghi, che persiste nel promuovere il riarmo del Paese. L’attuazione piena della Costituzione rappresenta invece l’unico programma in grado di unire l’Italia antifascista, laica e cattolica intorno a obiettivi comuni.
La critica più efficace a quanti, come l’esecutivo governativo e lo stesso Draghi, sostengono il riarmo proviene dalla voce autorevole di Papa Leone, intervenuto presso la Sapienza. Il Pontefice ha denunciato come nell’ultimo anno la crescita della spesa militare mondiale e in particolare europea abbia raggiunto livelli enormi, sottolineando l’inaccettabilità di definire “difesa” un riarmo che amplifica tensioni e instabilità internazionale.
L’accumulazione di risorse belliche, secondo quanto sottolineato dal Santo Padre, comporta conseguenze devastanti per le politiche sociali, privando di finanziamenti l’educazione e la sanità. Allo stesso tempo, il potenziamento militare tradisce la fiducia riposta nella diplomazia e nella ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti. Tale scelta, infine, arricchisce esclusivamente ristrette élite cui rimane indifferente il perseguimento del bene comune e degli interessi collettivi.
In questa prospettiva, la posizione espressa dal Vaticano risulta profondamente alternativa rispetto all’orientamento del mondo finanziario e bancario, rappresentando una lezione morale che dovrebbe guidare le scelte politiche future.
