Di Luca Franceschi
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Il disegno di legge Valditara approvato oggi in Senato rappresenta, secondo Alessandro Zan, responsabile Diritti del Pd ed europarlamentare, una normativa che riporta l’Italia indietro nel tempo, verso il Medioevo. La critica del politico dem è severa e articolata su più fronti rispetto alle disposizioni contenute nel provvedimento legislativo.
Zan sottolinea come il provvedimento vada nella direzione completamente opposta rispetto alle necessità attuali del Paese. Piuttosto che rafforzare l’educazione sessuo-affettiva in una realtà segnata quotidianamente da femminicidi, violenza di genere e reati d’odio, il ddl Valditara subordina l’insegnamento al consenso dei genitori. Secondo l’esponente dem, ciò rappresenta un approccio anacronistico che ignora come i ragazzi non attendono autorizzazione per relazionarsi e informarsi su questi temi.
Un elemento centrale della critica riguarda il confronto con il panorama europeo. In quasi tutti gli Stati dell’Unione europea l’educazione sessuale è integrata stabilmente nei percorsi scolastici, spesso in modo obbligatorio, poiché riconosciuta a livello internazionale come strumento efficace di prevenzione.
Zan rivolge inoltre rilievi specifici al ministro Valditara, affermando che questi non perde occasione per diffondere informazioni inesatte sul tema del gender, continuando a soffiare su sentimenti di odio. Paradossalmente, secondo il politico, proprio questo è ciò che la scuola dovrebbe insegnare a combattere, non ad alimentare.
