Di Luca Franceschi
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Il Tribunale amministrativo regionale del Molise ha bloccato la trasformazione del presidio ospedaliero di Agnone in struttura di comunità, una scelta che avrebbe comportato la perdita di numerosi servizi sanitari, inclusi venti posti letto di medicina. La decisione della magistratura amministrativa rappresenta un’inversione di rotta rispetto a una programmazione sanitaria considerata inaccettabile da più parti.
Già nel marzo scorso erano emerse le criticità legate alla conformazione geografica e alle condizioni della viabilità nella zona dell’Alto Molise, fattori che rendevano il progetto di conversione particolarmente problematico per i residenti e incompatibile con le necessità sanitarie del territorio. Queste difficoltà orografiche avrebbero compromesso seriamente l’accesso alle cure per la popolazione locale.
La necessità di ricorrere ai tribunali amministrativi per tutelare il diritto alla salute evidenzia secondo gli osservatori un chiaro fallimento della gestione regionale da parte della giunta di centrodestra. Attorno alla vicenda dell’Ospedale Caracciolo si è compattata un’intera comunità locale, superando le divisioni politiche tradizionali e dimostrando l’unanimità del territorio nel rifiutare questa trasformazione.
Il Partito Democratico ha ribadito l’impegno nel seguire l’evoluzione della situazione in stretto coordinamento con le proprie articolazioni territoriali, evidenziando come la provincia di Isernia e l’intero Molise stiano registrando in maniera evidente il venir meno degli impegni assunti dal centrodestra nei confronti dei diritti fondamentali dei cittadini delle aree interne della regione.
