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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «SANITÀ: CARENZA INFERMIERI EMERGENZA NAZIONALE, SERVONO STIPENDI PIÙ ALTI E NUOVE ASSUNZIONI»

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10.20 - martedì 12 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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La Giornata internazionale dell’Infermiere, celebrata a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica in un grande evento promosso dalla FNOPI, rappresenta un’occasione importante per riflettere sul ruolo cruciale di una professione sempre più indispensabile nell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, i dati nazionali evidenziano una situazione profondamente allarmante.

La carenza di infermieri costituisce una vera e propria emergenza per il sistema sanitario italiano. Con soli 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti nel biennio 2022-2024, il nostro Paese si posiziona nettamente al di sotto della media OCSE, che si attesta tra 8,8 e 9,8 infermieri per mille abitanti. Mancano complessivamente circa 70.000 unità, una lacuna che compromette non solo il normale funzionamento della rete ospedaliera ma soprattutto l’implementazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture fondamentali secondo i requisiti di personale previsti dal Decreto Ministeriale 77.

Questa riforma della medicina di prossimità e territoriale riveste un’importanza strategica per rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia progressivamente e che manifesta crescenti problematiche croniche e situazioni di fragilità. La criticità del quadro italiano emerge ulteriormente dal dato allarmante che vede l’Italia come unico Paese OCSE con un decremento del 20% dei laureati in infermieristica negli ultimi dieci anni, quando la media OCSE conta 44,9 laureati ogni 100.000 abitanti, mentre l’Italia ne registra solo 12-16.

La disaffezione dei giovani verso questo percorso formativo e professionale trova una spiegazione chiara nell’analisi economica delle retribuzioni. Gli stipendi italiani, attestati intorno ai 48.000 dollari, risultano significativamente inferiori rispetto alla media OCSE di 61.000 dollari. Tale differenza rappresenta un disincentivo strutturale alla scelta della carriera infermieristica. La crisi viene ulteriormente aggravata da un alto tasso di pensionamenti, che annualmente coinvolge 30-33 mila professionisti, non compensato da nuove assunzioni ferme a sole 8 mila unità ogni anno.

Le politiche implementate dal Governo Meloni non hanno affrontato nessuna di queste criticità strutturali che continuano a caratterizzare il sistema sanitario. Sebbene la creazione di tre nuovi corsi di laurea magistrale rappresenti una misura positiva, tale iniziativa rimane insufficiente a rendere nuovamente attrattiva la professione infermieristica senza un investimento sostanziale su retribuzioni dignitose, ampliamento delle assunzioni e riorganizzazione complessiva dei servizi sanitari.

In questo momento particolarmente delicato, durante il quale si sta discutendo il rinnovo del contratto nazionale, il Partito Democratico sostiene pienamente le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali affinché il Governo compia scelte concrete per valorizzare, nei fatti e non solo formalmente, la professione infermieristica e il contributo essenziale che gli infermieri forniscono quotidianamente al Servizio Sanitario Nazionale.

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