(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’endorsement di Cesare Previti alla riforma del ministro Carlo Nordio sulla separazione delle carriere è emblematico. L’intervista dell’ex ministro della difesa del governo Berlusconi rilasciata a Report, il settimanale di approfondimento giornalistico di Rai Tre, è la prova provata di quello che vogliono fare.
Cesare Previti è stato condannato in via definitiva per corruzione in atti giudiziari, per aver comprato giudici nell’interesse di Silvio Berlusconi, anch’egli condannato. Che sia proprio lui oggi a difendere questa riforma non è una coincidenza: questa riforma nasce contro la magistratura, non per migliorarla.
È una riforma punitiva, figlia di un’antica ossessione: regolare i conti con i giudici indipendenti. Separare le carriere, creare due CSM, spezzare l’unità della magistratura significa una cosa sola: mettere il pubblico ministero sotto controllo politico.
Indebolire chi indaga, isolare chi accusa, intimidire chi non si piega. È il vecchio progetto berlusconiano, rimasto incompiuto, che oggi viene riesumato e portato a termine. Con una differenza: allora si provava a mascherarlo, oggi lo si rivendica apertamente.
Quando a sostenere una riforma della giustizia è un condannato per aver corrotto i giudici, non c’è più nulla da interpretare.
Il messaggio è chiarissimo: chi governa vuole togliere di mezzo chi può controllarlo. Altro che imparzialità. Altro che garanzie.
Questa è una vendetta politica travestita da riforma costituzionale.
