Di Luca Franceschi
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Sandro Ruotolo, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare, interviene sulla questione che ha coinvolto il calcio internazionale in merito all’annullamento della squalifica del calciatore americano Folarin Balogun. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti avrebbe contattato telefonicamente Gianni Infantino, presidente della FIFA, riuscendo a ottenere la revoca del cartellino rosso infliggerato al giocatore.
L’europarlamentare del Pd mette in discussione le conseguenze di un simile episodio sulla credibilità dell’intero sistema calcistico mondiale. La questione fondamentale che solleva riguarda il senso di avere regolamenti, arbitri, sistemi di controllo come il VAR e organi preposti alla giustizia sportiva nel momento in cui le decisioni possono essere alterate da pressioni politiche esterne.
Ruotolo sottolinea come lo sport viva di un principio imprescindibile: l’applicazione uniforme e paritaria delle norme per tutti i partecipanti, senza eccezioni o privilegi. Nel momento in cui questo elemento viene meno, l’integrità della competizione viene compromessa alla radice.
L’affermazione più critica riguarda il significato stesso di seguire una manifestazione come i Mondiali qualora il risultato finale possa essere determinato dall’influenza politica di chi detiene il potere di alzare il telefono e contattare i vertici della federazione internazionale.
La conseguenza più grave, secondo quanto sostenuto dall’europarlamentare, non è tanto la sconfitta di una singola squadra, quanto piuttosto la perdita di credibilità dell’intero calcio mondiale come istituzione sportiva.
