(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo aver lasciato il Paese affondare nel salasso di costi dell’energia per più di tre anni, dopo mesi di roboanti annunci, finalmente il governo partorisce un decreto per mettere mano all’emorragia. Peccato che lo faccia con una misura che è un pasticcio incredibile su ETS, che scontenta tutti e che si infrangerà contro la normativa europea.
Una mossa ideologica per attaccare uno strumento necessario per la decarbonizzazione, che rischia di minare l’unica strategia strutturale, lungimirante e sensata per il nostro Paese.
In assenza della chiarezza che chiediamo da tempo su generazione dei costi dell’energia elettrica e su eventuali speculazioni, le azioni di rimborso di diverse voci rischiano di essere una ingiusta tassa sulle spalle di cittadini e imprese.
Per le famiglie ovviamente i bonus sono un sollievo, ma restano interventi a perdere, che non modificano le condizioni che negli ultimi due anni hanno aggravato la povertà energetica. Il decreto, infatti, è un’occasione persa per evitare che le famiglie al momento nel servizio di tutele graduali si ritrovino ad affrontare aumenti stratosferici sul mercato libero e per costruire presso AU un servizio stabile ed efficiente di sostegno ai vulnerabili.
Bene sulla spinta per i contratti di lungo periodo (PPA) e la riforma dell’acquirente unico. Finalmente il governo ci ascolta. Peccato che lo faccia colpevolmente con due anni e mezzo di ritardo.
