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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «IL DECRETO SULLE BOLLETTE È PASTICCIATO E INSUFFICIENTE DOPO 7 MESI DI ANNUNCI E PROMESSE»

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20.32 - mercoledì 18 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo sette mesi di attesa, promesse e annunci roboanti, il decreto bollette si rivela per quello che è: un provvedimento debole, privo di visione e largamente insufficiente rispetto alla gravità della situazione.

Per le famiglie arriva l’ennesimo bonus una tantum. Una misura tampone, che non affronta le cause strutturali dell’aumento dei prezzi e che rischia di lasciare scoperte proprio le fasce di reddito medio che più hanno sofferto in questi anni. Per loro ci sarebbe solo uno sconto su base volontaria, affidato al buon cuore delle aziende.

Il ricorso a meccanismi di rimborso della componente ETS sul gas rischia di rivelarsi un gran pasticcio, una scelta controproducente rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione, aleatoria quanto agli effetti concreti sulle bollette e a serio rischio di bocciatura da parte della Commissione europea. È sicuramente positiva la spinta per la diffusione dei contratti di lungo periodo (PPA), raccogliendo dopo tre anni di inerzia le proposte presentate dal PD.

Nel complesso, però, nel decreto si contano pochissime misure strutturali e prevale ancora una volta la politica degli annunci e delle scelte di corto respiro, utile forse in chiave pre-elettorale ma inefficace per dare stabilità e prospettiva al sistema energetico italiano. Se davvero si vogliono abbassare i prezzi in modo duraturo, l’unica strada realmente praticabile è accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, semplificare le autorizzazioni, rafforzare le reti, diffondere su larga scala i contratti di lungo periodo e spostare sulla fiscalità generale una serie di oneri che gravano sulle bollette.

In Europa, Paesi come la Spagna dimostrano con i fatti che è possibile coniugare transizione e competitività. Il governo Meloni, invece, ancora una volta evidenzia di non avere una strategia energetica coerente. L’unica linea che sembra emergere è il tentativo di rallentare o bloccare la transizione verde, nell’illusione che frenare le rinnovabili e tornare al gas possa abbassare i prezzi. È un errore grave. Senza una visione industriale ed energetica chiara, l’Italia rischia di pagare bollette più care e di perdere terreno nella competizione europea.

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