(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“I militanti di Fratelli d’Italia che un mese fa, dentro la sede del partito di Parma, intonavano cori fascisti inneggiando al Duce sono stati invitati e accolti alla cena di Natale con il ministro Foti e i vertici locali. È un corto circuito politico che riguarda la nostra democrazia.” Lo dichiara Sandro Ruotolo, responsabile Memoria nella segreteria nazionale del Pd.
Dopo la diffusione del video, il movimento giovanile era stato commissariato ed è stato annunciato un percorso disciplinare. Oggi scopriamo che quel commissariamento è servito solo a mettere una pezza mediatica, mentre nella pratica i protagonisti dell’episodio sono stati reincorporati, ospitati e legittimati a tavola con i rappresentanti del governo.
Non ci sono provvedimenti visibili, – aggiunge Ruotolo – non c’è assunzione di responsabilità, c’è invece un messaggio inquietante: chi celebra Mussolini e inneggia al fascismo non viene isolato. La Presidente del Consiglio che è la leader di Fratelli d’Italia deve spiegare se questa è la loro idea di cultura democratica: commissariare per finta la sezione e poi normalizzare i suoi comportamenti.
La memoria non è un dettaglio ornamentale: è l’argine che la Costituzione ci impone. Il Partito Democratico continuerà a denunciare ogni tentativo di banalizzare o sdoganare nostalgie antidemocratiche e a vigilare, in Italia e in Europa, perché ciò che la storia ha già condannato non torni nelle stanze del potere.
