Di Luca Franceschi
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La permanenza in carica del sottosegretario Andrea Delmastro rappresenta una situazione insostenibile e costituisce un crescente imbarazzo per l’esecutivo Meloni. A denunciarlo è Sandro Ruotolo, esponente della segreteria del Partito Democratico ed eurodeputato, che critica il silenzio mantenuto dalla presidente del Consiglio e dal ministro Nordio, definendolo assordante e inaccettabile dal punto di vista politico.
L’esponente dem concentra l’attenzione sulla necessità che Delmastro si dimetta dal suo incarico in via Arenula. Il sottosegretario è stato precedentemente condannato per violazione del segreto d’ufficio nel caso Cospito, circostanza che secondo Ruotolo renderebbe inaccettabile la sua permanenza a capo dell’amministrazione penitenziaria. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento critico: emergerebbero legami societari tra Delmastro e soggetti segnalati da inchieste come prestanome del clan camorristico Senese a Roma.
Ruotolo evidenzia come questa trama di relazioni coinvolgerebbe altri esponenti di Fratelli d’Italia provenienti dal Piemonte e da Biella, sollevando questioni di natura etica e politica che non possono essere trascurate. L’eurodeputato pone quindi interrogativi sulla trasparenza: perché il sottosegretario avrebbe omesso di informare il Parlamento della sua partecipazione nella società in questione? E se Palazzo Chigi era a conoscenza della situazione già da settimane, per quale motivo si sarebbe preferito minimizzare anziché adottare provvedimenti?
Secondo Ruotolo, Delmastro non può rimanere in incarico neppure per un minuto in più. Le sue dimissioni non costituirebbero una mera scelta opportunistica, bensì un gesto dovuto al rispetto delle istituzioni e ai principi di legalità che devono caratterizzare l’azione di governo.
