Di Luca Franceschi
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Continua il fronte delle critiche nei confronti del ministro Calderoli sul tema della riclassificazione dei Comuni montani. Dopo l’Uncem, anche l’Associazione Nazionale Comuni Italiani ha presentato ufficialmente una richiesta al ministro affinché blocchi l’iter del Dpcm sulla nuova classificazione dei Comuni montani. L’obiettivo dichiarato è evitare conseguenze economiche e sociali particolarmente gravi per i territori che rischiano di essere esclusi da questa nuova categorizzazione.
Si tratta dell’ennesima disapprovazione rivolta a un provvedimento che, secondo i critici, risulta ingiusto e privo di fondamento. Le opposizioni sottolineano come il provvedimento non faccia altro che aumentare le disparità territoriali e comporti l’abbandono delle comunità più vulnerabili e fragili del Paese.
Il Partito Democratico insiste sulla necessità che il governo di centrodestra smetta di ignorare i segnali di allarme provenienti dai sindaci e dalle comunità locali interessate. La formazione politica di sinistra ribadisce che non è più possibile ignorare l’esistenza di questi amministratori e dei loro cittadini, che vedono i propri diritti a rischio.
Come alternativa, il PD propone l’approvazione di una propria proposta di legge che prevede il recupero di tutti gli ex Comuni montani e un incremento di 100 milioni di euro alla dotazione annuale del Fondo per lo sviluppo della montagna italiana. Secondo i democratici, i numeri e la realtà dei territori superano la comunicazione del governo.
Marco Sarracino, responsabile Coesione territoriale, Sud e Aree interne nella segreteria nazionale del Pd, insieme a Marco Niccolai, responsabile del Dipartimento Aree interne, lanciano quindi un appello affinché la destra ascolti le istanze delle montagne italiane e restituisca giustizia e diritti ai territori montani del Paese.
