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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «BIENNALE: CRISI ISTITUZIONALE GROTTESCA E SENZA PRECEDENTI, REGOLE SALTATE»

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19.40 - giovedì 30 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Siamo ormai al di là di una semplice polemica. Ciò che sta accadendo rappresenta una crisi istituzionale e culturale senza precedenti per la Biennale di Venezia, con implicazioni che vanno ben oltre le consuete tensioni che caratterizzano i grandi eventi culturali.

La giuria internazionale ha abbandonato i lavori. Che si tratti di una decisione costrittiva o autonoma, il risultato rimane invariato: un organismo indipendente è stato completamente azzerato mentre era ancora impegnato nel suo compito principale. Nel medesimo momento, la Biennale ha optato per una scelta controversa: riaprire la selezione a Russia e Israele, due nazioni governate da amministrazioni che vengono qualificate come criminali. Questo costituisce il nodo politico centrale della questione.

Gli aspetti ulteriori risultano semplicemente grotteschi. I Leoni non verranno assegnati da una giuria internazionale secondo le procedure tradizionali, bensì da una cosiddetta “giuria dei visitatori”. La cerimonia di inaugurazione viene cancellata. Viene intaccato l’elemento fondamentale della Biennale: il suo statuto normativo, la sua credibilità consolidata nel tempo, la sua funzione riconosciuta a livello mondiale.

Il quadro che ne emerge è disastroso. Un’istituzione culturale di grande rilevanza che rinuncia alla propria giuria, che modifica le regole durante la competizione, che si piega alle pressioni provenienti dal contesto internazionale, trasmette un segnale profondamente negativo: le regole mantengono validità soltanto finché non risultano inconvenienti o difficili da applicare. Tutto ciò avviene in un momento storico caratterizzato da conflitti armati e accuse di gravissima entità.

La Russia guidata da Vladimir Putin e Israele sotto la leadership di Benjamin Netanyahu rappresentano esattamente il tipo di questioni che richiederebbero una risposta istituzionale coerente e consapevole. Invece, la Biennale non ha saputo definire una posizione chiara. Ha perso il controllo della situazione. Quello che rimane è l’impressione di uno stato di caos organizzativo, di scelte improvvisate, di una fragilità strutturale evidente. Una delle istituzioni culturali più prestigiose del pianeta si trasforma in un’arena di tensioni politiche prive di regolamentazione. Non si tratta semplicemente di una pagina oscura nella sua storia. Rappresenta un momento di rottura significativa.

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