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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA PARITÀ DI GENERE NELLO SPORT AL CENTRO DEL FLASH MOB»

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19.07 - venerdì 20 febbraio 2026

Un segnale forte per la parità di genere, anche nel mondo dello sport, quello lanciato nella serata del 19 febbraio alla Südtirol Home di Anterselva. Nell’ambito di un evento organizzato da Südsterne, un flash mob ha richiamato l’attenzione sull’iniziativa “Girls wanted” e sulla relativa richiesta di valutare il talento e non il sesso.

Dall’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il container “Girls wanted” dell’artista Lena Lepschina è posizionato direttamente in uno dei luoghi più importanti della manifestazione, attirando l’attenzione dei visitatori e degli atleti. Il progetto “Girls wanted – talent over gender” è stato realizzato da Daniela Niederstätter (Niederstätter Spa) e Sara Canali (SHER) e sostenuto dalla Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne e, ora, nell’ambito del flash mob, è stato nuovamente portato all’attenzione dell’opinione pubblica. La presidente e la vicepresidente della Commissione pari opportunità, Ulrike Oberhammer e Nadia Mazzardis, hanno organizzato insieme a Niederstätter e Canali il flash mob che ha dato ancora una volta la dovuta attenzione al tema.

“Nessun sogno deve essere limitato dal genere, perché gli stereotipi frenano il talento, mentre un ambiente rispettoso permette alle capacità di emergere e crescere, nello sport come in tutti i settori della società”, questo il tenore delle atlete e delle rappresentanti del mondo economico, politico e istituzionale che hanno partecipato al flash mob. L’iniziativa era patrocinata dal presidente della Provincia Arno Kompatscher.

Proprio nel giorno di gara della combinata nordica maschile, l’iniziativa ha voluto richiamare l’attenzione anche sulla combinata nordica femminile. Questa disciplina non è prevista nel programma dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 e rimane quindi l’unica disciplina sportiva invernale senza competizione femminile, nonostante le proteste di molte atlete.

È stata anche sollevata la questione della disparità che continua a esistere nella rappresentazione mediatica delle donne nello sport. È stato sottolineato che le atlete vengono troppo spesso descritte come fidanzate, commesse o madri, prima ancora di essere percepite come atlete. Eppure, queste Olimpiadi hanno dimostrato in modo impressionante quanto le donne siano forti e resilienti: ad esempio, con la prima gara olimpica di slittino a due femminile o con le medaglie conquistate in egual misura da uomini e donne. Allo stesso modo, le atlete sono ancora soggette a norme che privilegiano l’aspetto piuttosto che la funzionalità e il benessere, come l’obbligo diffuso di indossare tute chiare nelle gare in casa.

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