Di Luca Franceschi
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In Italia, così come in altri Paesi europei, si sta attualmente discutendo della possibilità di introdurre un divieto dei social media per i bambini e le bambine. Tra i sostenitori di una regolamentazione figura anche l’assessore provinciale ai Giovani Philipp Achammer, che ha affrontato questo tema in occasione di un incontro con la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella il 25 marzo a Roma. L’assessore sostiene che rappresenti un dovere sociale proteggere i minori dai pericoli digitali e dai contenuti dannosi, poiché i vari fornitori di piattaforme non li tutelano adeguatamente da aggressività, sessismo e odio.
Secondo Achammer, è necessario che i genitori e le altre figure di riferimento dei bambini, incluso il personale scolastico, vengano informati sui possibili rischi che minacciano i giovani sui social media. Contestualmente, occorre promuovere lo sviluppo di piattaforme a misura di bambino, che garantiscano un ambiente sicuro e controllato. L’assessore sottolinea come i bambini abbiano diritto alla partecipazione e all’informazione, ma per esercitare pienamente questi diritti necessitano del contesto appropriato e delle giuste opportunità per imparare a orientarsi nel mondo digitale in modo consapevole e responsabile.
Nel corso della discussione con la ministra Roccella, Achammer ha fatto riferimento all’iniziativa della Direzione Istruzione e Formazione tedesca denominata “patente per lo smartphone”, un progetto innovativo volto a migliorare la competenza mediatica non solo dei giovani, ma anche dei loro genitori e insegnanti. L’assessore provinciale ha assicurato il proprio sostegno alla ministra per la Famiglia rispetto a qualsiasi iniziativa che contribuisca a rafforzare ulteriormente i meccanismi di protezione per i bambini anche nell’ambito del mondo digitale.

