(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È in programma il nuovo rapporto dell’OCSE, OECD Services Trade Restrictiveness Index 2026: Policy trends, che copre le normative sul commercio dei servizi in 51 paesi che rappresentano più dell’80% del commercio mondiale di servizi. Il rapporto mostra una stagnazione nelle attività di elaborazione delle politiche commerciali dei servizi nel 2025, oscurata dalla continua attenzione ai dibattiti sul commercio di beni. Il rallentamento degli sforzi nella riforma del commercio dei servizi aumenta il rischio di perdere la crescita futura che le tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale, guideranno.
Tra i risultati principali:
· Il divario tra le economie OCSE e non OCSE nel grado di restrizione del commercio dei servizi persiste, creando una concorrenza ineguale e squilibri commerciali.
· Nel 2025, Giappone, Paesi Bassi e Spagna si sono classificati tra i mercati dei servizi più aperti, mentre due terzi delle economie rimangono più restrittive del benchmark OCSE.
· Nuova Zelanda, Indonesia e India hanno implementato il più alto grado di riforme liberalizzanti nel 2024-2025.
Il rapporto contiene anche l’OECD Digital Services Trade Restrictiveness Index, che evidenzia normative frammentate nel segmento in più rapida crescita del commercio internazionale. I requisiti di presenza locale e le restrizioni sui flussi di dati transfrontalieri rimangono diffusi e gli squilibri riguardanti l’apertura normativa sono particolarmente significativi tra le regioni.
Per ulteriori informazioni sul lavoro dell’OCSE sul commercio dei servizi, visita la nostra pagina web.
L’OCSE, che lavora con oltre 100 paesi, è un forum di politica globale che promuove politiche per preservare la libertà individuale e migliorare il benessere economico e sociale delle persone in tutto il mondo.
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