(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La Commissione europea, nel Country Report pubblicato il 3 giugno scorso, ha espresso, per la prima volta dopo molti anni, un giudizio ampiamente positivo nei confronti dello sforzo compiuto in questi anni in materia di giustizia” ha esordito il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo nell’aula del Senato, oggi pomeriggio, all’interrogazione del senatore Sergio Rastrelli, concernente “gli obiettivi particolarmente impegnativi, sfidanti” che il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza ha assegnato alla Giustizia, “sia in termini di riduzione della durata dei procedimenti che di abbattimento degli arretrati, ma anche di miglioramento complessivo di efficienza del sistema”. Nordio ha colto l’occasione per “restituire un quadro aggiornato e oggettivo dei risultati conseguiti dal sistema giudiziario italiano”.
“Desidero partire da un dato di assoluto rilievo istituzionale: la valutazione positiva espressa dalla Commissione europea segna un punto di svolta rispetto al passato, attestando in modo chiaro ed oggettivo l’efficacia delle riforme e degli interventi posti in essere in questi anni. In particolare, la Commissione ha rilevato risultati significativi sia nella riduzione dell’arretrato, sia nella diminuzione dei tempi di definizione dei procedimenti, tanto nel settore civile quanto in quello penale. Questi traguardi si inseriscono in un percorso riformatore avviato con determinazione a partire dal 2022 e rafforzato nell’ambito del PNRR”.
“Nel corso del 2025 – ha proseguito il Ministro – si sono registrati avanzamenti rilevanti, tra cui la digitalizzazione del processo penale di primo grado, l’adozione di misure straordinarie per accelerare i tempi della giustizia civile e la riqualificazione di ben oltre 289.000 mq di edifici giudiziari. Possiamo oggi affermare, quindi, che il Ministero della giustizia ha pienamente conseguito tutte le milestone e i target previsti dal Piano, confermando la credibilità e l’affidabilità del nostro Paese nel rispetto degli impegni assunti in sede europea.
Per quanto riguarda gli ambiziosi target di efficientamento del sistema giudiziario, in scadenza il prossimo 30 marzo, i dati più recenti confermano ad ora la solidità di questo percorso”.
Nel settore penale, è stato già raggiunto, al 31 dicembre 2025, l’obiettivo relativo alla riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti, con una contrazione del 31,5% superiore al target previsto del 25%.
Nel settore civile, sono stati sostanzialmente centrati i due obiettivi di abbattimento delle pendenze risalenti al 2022, con una contrazione dell’89,5% presso i Tribunali e del 91% presso le Corti di Appello, a fronte di un obiettivo di riduzione del 90% entro giugno 2026.
In netto miglioramento anche i dati relativi al disposition time nel settore civile, ormai allineati agli obiettivi europei: si passa da una riduzione del 28,8% al 31 dicembre 2025 ad una riduzione del 40,6% al 30 aprile 2026, in linea con l’obiettivo di riduzione del 40% entro giugno 2026″.
Il Ministro ha quindi precisato “che i dati sono in fase di consolidamento e la verifica definitiva del conseguimento dei target spetterà, come di consueto, alla Commissione europea nella successiva fase di valutazione”.
Tali risultati non sono casuali, ha proseguito Nordio, ma “il frutto di scelte precise e di un impegno corale dell’Amministrazione della giustizia e degli uffici giudiziari. Tra le misure adottate rilevano: il ricorso a modalità di applicazione da remoto di magistrati a supporto dei Tribunali in maggiore difficoltà; il potenziamento dell’impiego dei magistrati in tirocinio presso le Corti di Appello e il rilevante impegno profuso dalle sezioni civili della Corte Suprema di Cassazione. L’Italia ha raggiunto gli obiettivi principali del PNRR per la digitalizzazione della giustizia penale con l’attivazione completa del processo telematico di primo grado e l’interoperabilità tra le piattaforme APP, PNR e PDP”.
In conclusione, Nordio ha confermato che “l’impegno del Governo è quello di consolidare questi risultati e di proseguire con determinazione nel processo di modernizzazione ed efficientamento del sistema giudiziario, nella consapevolezza che una giustizia più rapida ed efficiente rappresenta un pilastro essenziale per la competitività del Paese e per la tutela dei diritti dei cittadini”.
