(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La violenza digitale di genere non è “solo internet”, non è “solo uno scherzo”, non sono “solo parole”. Sono insulti, minacce, ricatti. Sono immagini intime diffuse senza consenso. È dignità calpestata e resa virale. È la libertà trasformata in paura.
Non esiste “leggerezza” quando un’immagine intima viene condivisa senza autorizzazione. Non esiste “scherzo” quando c’è ricatto, controllo, umiliazione. Tutto questo è violenza. E quando quella violenza finisce online, diventa replicabile all’infinito.
Esortare a denunciare non basta, lo Stato deve saper rispondere in tempo reale, perché online il tempo reale, è tutto. Se oggi l’aula della Camera discute di violenza digitale è grazie ad un’iniziativa del M5S che su questa e ogni altra forma di violenza di genere è in prima linea da anni.
La mozione unitaria delle opposizioni a mia prima firma nasce per ottenere un cambio di passo: uno Stato presente, coordinato, rapido. Non basta esserci con un titolo di legge: bisogna esserci con procedure snelle, competenze chiare, risorse certe.
Perché per una vittima la differenza è una sola: essere protetta subito o essere travolta per sempre. Non sono le vittime a doversi nascondere, sono i carnefici a dover essere fermati. Perché la dignità non si scrolla, si difende”.
Così intervenendo in aula la deputata M5S Daniela Morfino, prima firmataria della mozione in materia di violenza online.
