(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle sta depositando in Commissione Finanze una risoluzione, sottoscritta anche da Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, per affrontare un problema che sta mettendo in seria difficoltà il settore della cultura, dello spettacolo e dell’audiovisivo.
Negli ultimi mesi, infatti, si sta applicando in modo generalizzato una norma che impone alla Pubblica amministrazione di bloccare pagamenti superiori a 5.000 euro in presenza di debiti fiscali del beneficiario.
Questa regola, fino al 2025, per molti anni – a seguito di una decisione del Ragioniere Generale dello Stato Mario Canzio del dicembre 2008 – non veniva applicata ai contributi destinati ad attività culturali perché si tratta di fondi pubblici vincolati a progetti specifici, non liberamente utilizzabili e sottoposti a obblighi stringenti di rendicontazione.
La nuova interpretazione ha già prodotto blocchi dei pagamenti e pignoramenti che stanno mettendo a rischio festival, produzioni cinematografiche, attività teatrali, musicali e molte realtà associative e non profit, spesso di piccole dimensioni.
La risoluzione nasce per chiarire che questi contributi hanno una funzione pubblica e costituzionalmente tutelata, come riconosciuto sia dalla giurisprudenza sia da norme recenti che hanno confermato l’impignorabilità dei fondi destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
In particolare, l’atto impegna il Governo ad adottare con urgenza iniziative normative o amministrative, anche attraverso un chiarimento interpretativo condiviso tra Ministero dell’Economia e Ministero della Cultura, per stabilire che la norma sui blocchi dei pagamenti non si applichi ai contributi culturali vincolati o, in alternativa, per introdurre adeguate soglie di salvaguardia.
L’obiettivo è evitare la paralisi di attività culturali di interesse pubblico e garantire un equilibrio tra il principio di equità fiscale e la tutela costituzionale della cultura.
Così il vicepresidente M5S Mario Turco e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
