Di Luca Franceschi
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Il trasporto ferroviario italiano continua a essere al centro delle polemiche dopo l’ennesima giornata di disagi. Ieri un guasto verificatosi tra Piacenza e Milano ha reso inservibile la linea di Alta Velocità per diverse ore, provocando un caos nelle stazioni che richiama scenari dell’Italia del dopoguerra. Oggi, invece, è stato un furto di cavi tra Napoli e Roma a generare ulteriori disagi a cascata per migliaia di viaggiatori.
Secondo quanto denunciato dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Lavori Pubblici al Senato, Gabriella Di Girolamo, dopo tre anni di governo Meloni con Salvini al dicastero dei Trasporti, il sistema ferroviario nazionale è andato letteralmente a picco. Per riportare il servizio a livelli accettabili, sostiene la parlamentare pentastellata, sarà necessario almeno un decennio.
Il bilancio tracciato dalla rappresentante del M5S nei confronti dell’operato del ministro dei Trasporti è durissimo. In questi anni, viene sottolineato, il servizio ferroviario è stato devastato, il trasporto pubblico locale è stato lasciato senza risorse adeguate, non sono stati compiuti passi avanti significativi sul tema delle infrastrutture idriche in stato di degrado, e la questione spinosa tra taxi e noleggio con conducente resta irrisolta.
A tutto questo si aggiunge una riforma dei porti i cui benefici risultano impercettibili e un Piano Casa presentato dopo quattro anni che viene bollato come una beffa nei confronti dei cittadini.
La ragione di questa situazione, secondo l’analisi del Movimento 5 Stelle, risiederebbe nella scelta di concentrare attenzioni e risorse sul progetto del ponte sullo Stretto. Su quest’opera sono stati bruciati miliardi di euro senza che venisse azionata una ruspa, con fallimenti ripetuti nei vari passaggi progettuali e amministrativi necessari.
La conclusione della parlamentare è netta: Salvini rappresenta il peggior ministro dei Trasporti dall’invenzione della ruota. E la responsabilità viene estesa anche alla premier Meloni, accusata di aver permesso al suo ministro di alimentare aspettative irrealistiche su quest’opera per un intero quadriennio, mentre ogni mattina i pendolari si trovavano a maledire la propria sorte davanti ai tabelloni elettronici delle stazioni ferroviarie.
