Di Luca Franceschi
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Il pressing del Ministro Schillaci sul MEF per ottenere 2-3 miliardi in più destinati ad assunzioni e stipendi sanitari rasenta il paradosso politico. Il Ministro sembra non rendersi conto che proprio nelle ultime quarantotto ore il Senato ha dato il via libera ai negoziati sull’autonomia differenziata per quattro Regioni, sferrando di fatto il colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale.
La verità è che mentre Schillaci fa annunci per coprire i fabbisogni delle Case di comunità, la sua maggioranza paga la cambiale elettorale alla Lega, rafforzando la frammentazione della sanità in ventuno sistemi diversi. Il quesito è semplice: si assume il Ministro la responsabilità di vigilare sul suo governo affinché la sanità regionale non pregiudichi ulteriormente il sud.
Un disegno scellerato contro cui, in queste stesse ore, si stanno schierando anche la Federazione dei Medici e la Fondazione GIMBE, denunciando il rischio concreto di un collasso assistenziale nel Mezzogiorno.
Le parole del Ministro sono totalmente decontestualizzate dalla realtà: non si può chiedere di rafforzare la sanità pubblica mentre si approva una riforma che spacca il Paese. È moralmente inaccettabile che il diritto alla salute dipenda dal codice di avviamento postale.
Questo Governo sta svendendo il Sud e distruggendo l’unità nazionale. Pertanto, continueremo a opporci fermamente a questo mercimonio politico.
