Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle siciliano chiede con forza le dimissioni immediate dell’assessora Elvira Amata, componente della giunta regionale guidata dal presidente Schifani, dopo il rinvio a giudizio per corruzione.
I rappresentanti pentastellati eletti all’Assemblea Regionale Siciliana, alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica e al Parlamento Europeo hanno espresso una posizione durissima sulla vicenda.
Già due giorni fa, i deputati regionali del Movimento avevano presentato una mozione di censura all’Ars, nella quale sollecitavano il presidente Schifani a rimuovere l’assessora dall’incarico, evidenziando la gestione inadeguata dell’assessorato al Turismo.
Tuttavia, secondo gli esponenti del M5S, non è solo la posizione di Amata a essere insostenibile: l’intera giunta regionale avrebbe esaurito la sua funzione e dovrebbe dimettersi. L’evoluzione della situazione giudiziaria dell’assessora non farebbe altro che rendere ancora più evidente l’incompatibilità della sua permanenza nel governo regionale.
Il Movimento punta il dito anche contro il partito di Giorgia Meloni, affermando che i casi giudiziari che coinvolgono Fratelli d’Italia si moltiplicano rapidamente. In particolare, gli eletti pentastellati si attendono che i giornali del gruppo editoriale Angelucci, accusati di fare propaganda per conto del governo e di orchestrare campagne diffamatorie, dedichino ampio spazio a questo nuovo scandalo che colpisce il principale partito di governo.
La domanda che il M5S rivolge alla presidente del Consiglio è diretta: Meloni interverrà per fare pulizia nel suo partito oppure attenderà anni, come nel caso della ministra Santanchè? Gli esponenti siciliani del Movimento definiscono surreale che da una forza politica attraversata da nord a sud da indagini e sospetti, anche di particolare gravità, possano partire accuse definite false e calunniose contro figure di spicco dell’antimafia come Roberto Scarpinato.
