(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A Modena come a Roma è emersa una vicenda gravissima: una cosiddetta “lista di stupri”, con nomi di ragazze e donne accompagnati da annotazioni sessuali e violente, redatta e condivisa in un contesto giovanile. Un fatto che ha allertato forze dell’ordine e magistratura e che ha prodotto paura, intimidazione e un impatto devastante sulle persone coinvolte.
Non è una bravata, non è goliardia: è violenza di genere, anche quando non si arriva alla consumazione del reato.
Di fronte a tutto questo, il silenzio o le risposte vaghe non sono accettabili. Ho presentato una interrogazione a Giuseppe Valditara: il Ministro dell’istruzione sa cosa è accaduto? È informato sullo stato delle indagini? Quali iniziative urgenti intende mettere in campo per tutelare le ragazze coinvolte e impedire emulazioni o escalation violente?
Serve una presa di posizione netta e immediata. Si intende rafforzare davvero l’educazione al rispetto, all’affettività e al consenso nelle scuole, o continueremo a considerarla un tema secondario? Quali strumenti concreti saranno attivati per garantire supporto psicologico e legale alle vittime e alle loro famiglie?
Non bastano dichiarazioni di principio. Occorrono campagne serie contro la violenza sessuale e la cultura dello stupro, azioni che contrastino la normalizzazione dell’odio di genere e un monitoraggio nazionale su episodi analoghi, anche in ambito scolastico e digitale, per intervenire prima che sia troppo tardi.
La violenza sessuale, anche solo evocata o pianificata, è una violazione gravissima dei diritti fondamentali e un attacco diretto alla libertà e alla sicurezza delle donne. Ora si dica chiaramente cosa si intende fare, con quali tempi e con quali responsabilità.
Così la deputata M5S Stefania Ascari.
