(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Con la Legge di Bilancio 2026, che conferma senza eccezioni un trend preoccupante di disinvestimento nell’istruzione pubblica, emergono ogni giorno inquietanti dettagli. La manovra finanziaria del governo Meloni, lungi dall’affrontare le vere esigenze del sistema scolastico nazionale, continua a privilegiare le istituzioni paritarie, mentre le scuole pubbliche sono lasciate in uno stato di precarietà crescente.
Il Ministro Valditara annuncia un incremento nominale dell’1,5% per le risorse destinate alla scuola, ma i dati ufficiali rivelano che la previsione di inflazione per l’anno in corso è dell’1,7%. Risultato? Un taglio reale di risorse, tradotto in ulteriori misure che minacciano la qualità della didattica e l’integrità del nostro sistema educativo.
Altresì le scelte normative rivelano un assalto alla stabilità e all’autonomia scolastica. L’abolizione della programmazione pluriennale per l’organico degli insegnanti e l’obbligo di supplenze interne per assenze brevi compromettono la libertà progettuale delle scuole, trasformando il personale in un semplice “serbatoio” per coprire buchi temporanei, piuttosto che garantirne l’arricchimento formativo.
Intanto mente il governo sta utilizzando giustificazioni ideologiche per stanziare fondi a favore delle scuole paritarie, assistiamo a un “buono scuola” che pesa sul bilancio pubblico, svuotando le risorse da destinare a chi stamattina è entrato in aula nelle istituzioni pubbliche. È un vero paradosso: da una parte, iniziative che sembrano agevolazioni, dall’altra, un’erosione sistematica della possibilità di accesso a un’istruzione di qualità per tutti.
Il trattamento riservato ai dipendenti del settore pubblico risulta evidentemente discriminatorio rispetto ai colleghi privati con prestazioni salariali irrisorie, che non compensano la caduta del potere d’acquisto. Inoltre la manovra non prevede stanziamenti adeguati per il recupero salariale, abbandonando di fatto i lavoratori del settore all’astrattezza di promesse mai mantenute.
La Legge di Bilancio 2026, così com’è, non è altro che un raggiro alla comunità educativa. Le incertezze per il futuro delle scuole pubbliche aumentano, mentre i fondi per quelle paritarie sembrano diventare una priorità e non un eccezione.
Così la senatrice M5S Vincenza Aloisio.
