Di Luca Franceschi
///
Il governo risulta ancora distante dalla risoluzione del problema delle liste d’attesa in ambito sanitario. L’analisi del quadro nazionale presentata questa mattina dal ministro della Salute ha confermato la persistenza di un divario inaccettabile tra la domanda di salute dei cittadini e l’effettiva capacità di risposta del Servizio sanitario nazionale.
I dati Agenas citati dal Ministro evidenziano come quasi il 20% delle visite specialistiche e oltre il 12% degli esami diagnostici risultino ancora fuori dai tempi previsti dalla legge. Queste percentuali non possono essere accolte con soddisfazione, poiché rappresentano milioni di prestazioni negate che alimentano la rinuncia alle cure o la fuga verso il settore privato, con un conseguente aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali.
Appare improprio il tentativo di etichettare il 20% delle richieste come inappropriate, una mossa che sembra voler scaricare sulle professioni mediche le inefficienze gestionali e la carenza di organico del sistema sanitario.
Destano preoccupazione anche le dichiarazioni del ministro relative a uno scatto al photo finish per le Case di Comunità, che evidenziano un ritardo significativo nell’attuazione della riforma territoriale prevista dal PNRR. Senza una rete di prossimità pienamente operativa e senza un piano di assunzioni adeguato che colmi i vuoti d’organico, il decreto taglia code rischia di rimanere un correttivo marginale, insufficiente a rispondere alle reali esigenze dei cittadini.
