(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I dati diffusi oggi da Cittadinanzattiva in merito alle liste d’attesa in sanità sono semplicemente sconcertanti e dimostrano plasticamente il fallimento del governo sul tema.
I due Rapporti presentati parlano chiaro: tra liste d’attesa, carenza di personale e disomogeneità territoriale il diritto alla salute degli italiani è sempre più a rischio.
I numeri ci dicono che quasi la metà delle segnalazioni dei cittadini riguarda difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, in particolare a causa delle liste d’attesa, che hanno ormai raggiunto numeri spaventosi: fino a un anno per una Tac, quasi due per una colonscopia, 500 giorni per le prime visite specialistiche, 147 per una mammografia e 177 per una visita dermatologica.
Ma Cittadinanzattiva denuncia anche forti disuguaglianze territoriali, con un accesso alle cure ancora dipendente dalla Regione di residenza e un netto divario Nord-Sud.
Il quadro ritratto è semplicemente spaventoso e fa a pugni con la narrazione da fiaba del governo Meloni, che con un decreto elettorale a pochi giorni dalle Europee prometteva la soluzione del problema.
E non basta certo il gioco delle tre carte tentato dall’esecutivo mettendo insieme i dati della sanità pubblica e di quella privata per abbassare la media delle attese, perché di fronte ai drammatici numeri di Cittadinanzattiva le chiacchiere e la propaganda vengono portate via dal vento.
La verità, che chiunque abbia dovuto prenotare esami e visite nell’Italia di Meloni conosce benissimo, è fatta di attese vergognose, indegne di un Paese civile.
Servono investimenti e un piano serio, il governo riponga nel cassetto le sue promesse e le sue bugie e faccia qualcosa di concreto.
Lo scrivono in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato.
