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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “RIFORMA SSN SENZA RISORSE, GOVERNO FACCIA PASSO INDIETRO”»

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11.02 - martedì 14 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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La riforma del Servizio sanitario nazionale attualmente in discussione presenta numerose criticità che ne minano la credibilità e l’efficacia. Il disegno di legge prevede una delega eccessivamente ampia al governo e, elemento ancora più preoccupante, non stanzia risorse aggiuntive nonostante l’ambizione di potenziare contemporaneamente sia il sistema ospedaliero che quello territoriale.

Una delle lacune più evidenti del provvedimento riguarda la completa assenza di riferimenti alla prevenzione sanitaria. È paradossale che in una riforma così importante il termine “prevenzione” non compaia mai nel testo, evidenziando una grave mancanza di visione strategica per il futuro della sanità pubblica.

Il testo presenta inoltre uno sbilanciamento marcato a favore del sistema ospedaliero rispetto a quello territoriale, andando contro le più moderne concezioni di organizzazione sanitaria che privilegiano la medicina di prossimità e la gestione sul territorio delle patologie croniche.

Particolarmente problematiche appaiono due proposte specifiche contenute nella riforma. L’istituzione degli ospedali di terzo livello rischia di configurarsi come un’invasione delle competenze regionali, alterando gli equilibri costituzionali in materia sanitaria. Ancora più controversa è la proposta degli ospedali elettivi, che solleva il concreto pericolo di una selezione dei casi meno complessi a favore delle strutture private, sottraendo risorse e pazienti al sistema pubblico.

La clausola di invarianza finanziaria rappresenta forse l’elemento più critico dell’intero provvedimento. Come evidenziato durante le audizioni parlamentari, questa disposizione mina alla radice qualsiasi possibilità di miglioramento reale del sistema sanitario, rendendo di fatto impossibile raggiungere gli obiettivi dichiarati dalla riforma.

Il provvedimento non rafforza l’esigibilità dei diritti dei cittadini e, al contrario, apre ulteriori spazi alla sanità privata, in un momento in cui il sistema pubblico necessiterebbe invece di essere consolidato e potenziato.

Le numerose criticità riscontrate, sia di carattere formale che politico e finanziario, rendono impossibile migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto complessivo. La mancanza di un confronto serio con le Regioni, il Parlamento e gli esperti del settore compromette ulteriormente la qualità del provvedimento.

In questo contesto, appare necessario che il governo riconsideri la propria strategia e avvii finalmente un dibattito approfondito e partecipato sul futuro del Servizio sanitario nazionale, abbandonando un approvio che rischia di indebolire ulteriormente la sanità pubblica italiana.

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