(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Nonostante gli annunci trionfalistici del governo e il continuo scaricabarile sulle Regioni, la realtà è sotto gli occhi di tutti: la legge sulle liste d’attesa non sta producendo alcun effetto concreto. A pagarne il prezzo sono ancora una volta i cittadini, costretti a rinunciare alle cure o a mettere mano al portafoglio per accedere a prestazioni che il Servizio sanitario nazionale dovrebbe garantire.
I numeri dell’inchiesta di Data Room sul Corriere della Sera parlano chiaro: tempi incompatibili con i bisogni di salute, prestazioni rinviate per mesi o anni e una quota crescente di cittadini spinta verso l’intramoenia o il privato accreditato, spesso all’interno delle stesse strutture pubbliche.
Altro che riduzione delle liste d’attesa: siamo di fronte a una vera e propria privatizzazione strisciante della sanità. Il governo continua a nascondersi dietro il paravento delle competenze regionali, ma dimentica che è lo Stato a dover garantire l’uniformità dei livelli essenziali di assistenza.
La legge approvata non ha rafforzato il personale, non ha inciso sull’organizzazione dei servizi. È una norma di facciata. Il risultato è che milioni di persone rinunciano a curarsi o pagano di tasca propria, mentre il sistema pubblico si indebolisce e perde credibilità.
Questa non è inefficienza: è una scelta politica. E il Movimento 5 Stelle continuerà a denunciarla in Parlamento e nel Paese, perché il diritto alla salute non può dipendere dal reddito o dalla capacità di aspettare”.
Lo dichiara Mariolina Castellone, senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato.
