(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il lancio di TrumpRx e l’applicazione del principio della ‘nazione più favorita’ sui prezzi dei farmaci rappresentano una svolta rilevante nel dibattito globale sull’accesso alle cure e dimostrano che intervenire contro prezzi distorti è possibile anche negli Stati Uniti, con riduzioni che superano l’80% su farmaci essenziali per diabete, obesità, asma e fertilità.
Tuttavia, questa iniziativa rischia di produrre effetti collaterali pesantissimi per l’Europa e per il Servizio sanitario nazionale italiano, perché il meccanismo si fonda sui prezzi praticati in Paesi come l’Italia e apre il rischio concreto che le multinazionali del farmaco, per compensare i minori profitti negli Usa, cerchino di aumentare i prezzi in Europa o, peggio, ritardino o blocchino l’immissione dei farmaci più innovativi nei mercati dove i prezzi sono regolati da strumenti di tutela pubblica come la negoziazione Aifa e il payback.
Uno scenario già prefigurato dall’accordo tra Stati Uniti e Regno Unito, che ha portato a un aumento del 25% dei prezzi a carico del servizio sanitario britannico in cambio di un accesso prioritario alle nuove terapie.
Una dinamica che rischia di innescare una pericolosa competizione al rialzo e un dumping sanitario tra Paesi europei, mettendo sistemi come quello italiano di fronte a scelte drammatiche tra sostenibilità della spesa e diritto universale alle cure.
Per questo è indispensabile una risposta immediata e coordinata dell’Unione europea e del Governo italiano, per difendere politiche comuni sui prezzi dei farmaci, la forza della contrattazione pubblica e una strategia sull’innovazione che non scarichi i costi sui cittadini e sui bilanci pubblici.
Lo dichiara Mariolina Castellone, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in X Commissione e vicepresidente del Senato.
